Un nome che è sinonimo di letteratura e prestigio nazionale non può essere offuscato da sigle progettuali. È questa la posizione ferma assunta da Gaetano Simeone, consigliere regionale ed ex consigliere comunale, che ha lanciato un formale appello alle istituzioni locali - Regione Campania, Comune di Napoli e Città Metropolitana - per chiedere il ripristino dell'originaria denominazione della “Fondazione Premio Napoli”. L'attuale dicitura, integrata nel 2024 con l'aggiunta di “Campania Legge”, è al centro di un dibattito che tocca le corde della memoria storica e dell'identità cittadina.
Il nodo della riforma statutaria
La vicenda ha avuto origine con la riforma statutaria del 18 aprile 2024, che ha modificato il nome istituzionale dell'ente. Pur riconoscendo l'importanza del progetto “Campania Legge” nella promozione della lettura sul territorio, Simeone ne contesta l'inclusione nel titolo ufficiale. Secondo il capogruppo di Fico Presidente, la sovrapposizione rischia di diluire il valore di un bene culturale immateriale costruito in oltre sessant'anni di attività letteraria, trasformando un'istituzione autorevole in una semplice sigla programmatica.
Un patrimonio immateriale da salvaguardare
“La Fondazione Premio Napoli è un patrimonio identitario - dichiara Simeone nella sua istanza - e in quanto tale va tutelato nella sua forma storica”. Il consigliere sottolinea come lo stesso Statuto richiami costantemente la denominazione originaria come fondamento dell'ente stesso, rendendo l'aggiunta non solo inopportuna, ma in contrasto con la vocazione storica della fondazione. La richiesta è chiara: che “Campania Legge” resti un progetto d'eccellenza, ma confinato alla sfera operativa, lasciando al Premio Napoli la sua storica autonomia nominale.
Il futuro del Premio nel panorama nazionale
La battaglia di Simeone si inserisce in una riflessione più ampia sulla necessità di proteggere il prestigio del Premio Napoli, fiore all'occhiello del panorama culturale italiano. Il timore espresso dal consigliere è che la frammentazione del nome possa indebolire la riconoscibilità del brand a livello nazionale. Ora si attende una risposta da parte degli enti fondatori, chiamati a un confronto necessario per definire se il prestigio del Premio passi, ancora oggi, dalla capacità di restare fedeli alla propria storia ultradecennale.