Le testimonianze delle due sorelle maggiori hanno consentito agli investigatori di ricostruire il contesto di violenze che avrebbe portato alla morte della piccola Beatrice, due anni, deceduta nel febbraio scorso in provincia di Imperia. Per la vicenda sono stati arrestati Emanuel Iannuzzi e Manuela Aiello, madre della bambina, accusati di maltrattamenti aggravati dalla morte della minore.
Il racconto delle sorelle
Secondo quanto emerge dagli atti dell’indagine, le due bambine, di sette e nove anni, avrebbero assistito per settimane alle violenze subite dalla sorellina più piccola. Le carte descrivono in particolare il ruolo della maggiore, indicata come una figura di riferimento per le sorelle nei momenti di assenza della madre.
Le minori avrebbero tentato più volte di proteggere Beatrice e di segnalare il suo stato di sofferenza agli adulti, senza ottenere risposte adeguate. Gli inquirenti evidenziano come il loro contributo sia stato determinante per comprendere la dinamica dei fatti e il clima familiare nel quale si sarebbero verificati gli episodi contestati.
Le accuse e le indagini
L’ordinanza del giudice per le indagini preliminari descrive un quadro caratterizzato da presunte violenze fisiche reiterate nei confronti della bambina. Gli investigatori contestano ai due indagati una lunga serie di maltrattamenti che avrebbero preceduto il decesso della piccola.
Le accuse sono state formulate anche sulla base delle testimonianze raccolte in ambiente protetto, dove le sorelle hanno ripercorso gli eventi davanti a magistrati, psicologi e operatori specializzati. Le loro dichiarazioni avrebbero consentito di superare le iniziali reticenze e di ricostruire numerosi episodi avvenuti all’interno dell’abitazione.
L’assistenza alle minori
Dopo il decesso di Beatrice, le due sorelle sono state inserite in una struttura protetta. Secondo quanto riportato negli atti, il percorso di tutela avrebbe favorito un progressivo miglioramento delle loro condizioni psicologiche e consentito alle bambine di raccontare quanto vissuto.
Le audizioni sono state accompagnate dal lavoro di psicologi e specialisti che hanno seguito le minori durante tutto il percorso investigativo. Le carte descrivono momenti di forte sofferenza emotiva durante i colloqui, ma anche la volontà delle bambine di contribuire all’accertamento della verità.
L’iter giudiziario
L’inchiesta prosegue sotto il coordinamento della Procura di Imperia. I due arrestati dovranno rispondere delle accuse formulate dagli inquirenti nell’ambito di un procedimento che mira a chiarire tutte le circostanze che hanno portato alla morte della bambina.
Il caso ha suscitato forte impressione nell’opinione pubblica per la gravità delle contestazioni e per il ruolo avuto dalle sorelle maggiori nel permettere agli investigatori di ricostruire quanto accaduto.