Floro farà il tifo per lui. Lo ha indicato come favorito sin dal primo istante, ora si aspetta che vinca i play off. Francesco Tomei, 54 anni compiuti ad aprile, sta per compiere finalmente quel salto di qualità a cui aspira da anni. Esperienze fantastiche, certo, ma sempre all'ombra di Eusebio Di Francesco. Che fosse bravo lo dicevano tutti, ma le luci della ribalta andavano sempre sugli altri. Anche alla Roma, con Totti, De Rossi, Dzeko, Florenzi, Kolarov, tutti amici anche oltre il campo: quella sera col Barcellona (Champion's, 3-0: aprile 2018) lui era lì, in panchina al fianco di Eusebio, ma se spulciate il tabellino non troverete certo il suo nome. Così finalmente decide di voler fare per conto suo: cominciare ad allenare a quell'età non è una passeggiata di salute, inizia dal basso, Monopoli, Picerno. Poi arriva l'Ascoli e cambia qualcosa. Da stasera può iniziare la scalata alla serie B, un traguardo che ha dimostrato di meritare.
Credo tattico lo stesso di Floro: 4-2-3-1, possesso palla e controllo del match. Il tecnico di Rione Traiano lo ha avuto a Sassuolo e ne è rimasto colpito. Ha detto che il gioco migliore nei play off era senz'altro quello dell'Ascoli di Tomei.
La partita in ricordo di Carletto Mazzone
Stasera c'è la prima finale dei play off (Rigamonti, 21,15). Avversario l'Union Brescia di Eugenio Corini. Sugli spalti autentici quarti di nobiltà, da Tonali a Sebastiano Esposito, entrambi prodotti del vivaio delle rondinelle. Sarebbe stato il derby di Carletto Mazzone che proprio ad Ascoli, dopo aver messo da parte oltre 200 partite coi bianconeri da giocatore e capitano, iniziò la carriera di allenatore con il presidente Rozzi: due promozioni in tre anni, il Picchio portato dalla C alla serie A. Poi a Brescia nei primi anni duemila: in campo gente da grande calcio, da Roby Baggio a Guardiola, da Toni a Pirlo (che ha inviato un video-messaggio di “in bocca al lupo” alle rondinelle).
Altri tempi, lampi di storie di una finale play off di serie C che avrebbe meritato altri palcoscenici. Che vede una di fronte all'altra squadre che hanno scritto un pezzo di storia dei campionati italiani e i cui numeri non possono essere ignorati. Leggete bene: Brescia 33 partecipazioni alla serie A, 66 alla B. Ascoli 16 volte in A, 27 in B. Giù il cappello per entrambe. Chiunque vinca.