Sette anni, quelli chiesti dal pm Maria Dolores De Gaudio. E' la condanna decisa dalla Corte di assise (presidente Palmieri,a latere Telaro più la giuria popolare), ritenute equivalenti le attenuanti generiche alla contestata aggravante, al termine del processo a carico di un 56enne di origini marchigiane, accusato di di violenza sessuale ai danni della figlioletta di 8 anni della compagna.
Per l'uomo, difeso dall'avvocato Loredana Soricelli, che ne aveva sollecitato l'assoluzione, anche il risarcimento dei danni, da liquidarsi in separata sed, alla parte civile, rappresentata dall'avvocato Nunzia Meccariello (con l'avvocato Lucrezia D'Abruzzo), una serie di pene accessorie, come l'interdizione in perpetuo dai pubblici uffici, e, dopo l'esecuzione della pena, il divieto per 1 anno di avvicinarsi a minori e a luoghi frequentati dagli stessi.
I fatti si sarebbero svolti tra l'estate 2022 e quella 2023 in un centro caudino. Dale indagini dirette dal pm Stefania Bianco e condotte dai carabinieri della Stazione di Sant'Agata dei Goti, sarebbe emerso che l'imputato avrebbe in più occasioni toccato le parti intime della bimba al di sopra dei vestiti.
Ad innescare l'attività investigativa era stato il padre della piccola, che aveva raccontato di averla scoperta mentre guardava video hard sul telefonino. Le aveva domandato chi le avesse insegnato a farlo, lei aveva farfugliato di un amichetto, poi, grazie anche al contributo di una maestra, era saltata fuori un'altra realtà.
L'inchiesta aveva inizialmente chiamato in causa anche la madre della bambina, assistita dall'avvocato Cecilia Del Grosso, per una ipotesi di violenza di gruppo in concorso con il compagno. Un addebito per il quale era però scattata per entrambi l'archiviazione dopo l'incidente probatorio.