L'inizio di giugno porta con sé le prime ondate di calore anomalo e riaccende il dibattito sulla sicurezza nei luoghi di lavoro. Con una mossa congiunta, CGIL, CISL e UIL Campania hanno formalmente preso in mano il dossier "stress termico", scrivendo direttamente ai vertici della Regione Campania per chiedere un intervento normativo immediato e drastico: il blocco delle attività lavorative all'aperto durante le ore più calde della giornata.

La missiva è stata recapitata sul tavolo del Presidente della Regione, Roberto Fico, e degli assessori competenti Angelica Saggese (Lavoro) e Fulvio Bonavitacola (Attività Produttive). A firmarla sono i massimi esponenti sindacali del territorio: Nicola Ricci (CGIL Napoli e Campania), Giovanni Sgambati (UIL Napoli e Campania) e Mattia Pirulli (reggente CISL Campania).

I settori più a rischio: edilizia e agricoltura nel mirino

Al centro dell'iniziativa sindacale c'è l'impatto dei cambiamenti climatici sulla salute quotidiana dei lavoratori. Le sigle confederali evidenziano come le temperature estreme, combinate con alti tassi di umidità, non siano più un evento eccezionale ma un rischio strutturale che richiede tutele fisse.

I segretari Ricci, Pirulli e Sgambati hanno sollecitato l'apertura immediata di un tavolo di confronto con la Giunta Regionale. La richiesta punta a strutturare un piano di prevenzione prima che l'estate entri nel vivo, evitando di dover rincorrere l'emergenza di fronte ai primi casi di malore nei cantieri o nei campi della regione.

I settori per cui si chiede l'imposizione del fermo parziale sono quelli maggiormente esposti all'irraggiamento solare prolungato: Cantieri edili e stradali: dove l'asfalto e i materiali amplificano l'effetto isola di calore, agricoltura e florovivaismo: comparti legati a ritmi stagionali intensi e privi di ripari strutturali e attività esterne e logistica dell'ultimo miglio: tutte le categorie che operano su strada senza climatizzazione.

La strategia: verso un'ordinanza regionale vincolante

L'obiettivo dei sindacati è superare la logica della semplice "raccomandazione" aziendale, spingendo la Giunta Fico a emanare un'ordinanza specifica in materia di igiene e sanità pubblica. Un atto amministrativo vincolante che imponga lo stop ai cantieri e ai campi nelle fasce orarie a massimo rischio (solitamente tra le 12:00 e le 16:00), sul modello di quanto già sperimentato in passato e in altre regioni italiane durante i picchi estivi.

“Il cambiamento climatico crea sempre più condizioni di elevata temperatura dell'aria, alti tassi di umidità e la prolungata esposizione al sole. Per alcune tipologie di lavoro queste condizioni rappresentano un pericolo grave per la salute e la sicurezza, generando stress termico e colpi di calore con esiti talvolta fatali.”