Avellino

Si aggrava l’emergenza intorno a Irpiniambiente, la società pubblica che gestisce il ciclo integrato dei rifiuti in Irpinia e che conta ben 500 dipendenti e altrettanti lavoratori nell’indotto. Nel corso dell'incontro sindacale svoltosi nella giornata di ieri con l'Amministratore della società, è emerso uno scenario a dir poco allarmante, caratterizzato da un preoccupante stallo amministrativo e da una pesante crisi di liquidità.

Nonostante ai Comuni sia stato formalmente inviato il link e tutta la documentazione necessaria per presentare la richiesta di acquisizione delle quote societarie – passaggio fondamentale per dare continuità all'azienda – gli enti locali rimangono incomprensibilmente fermi al palo. Un immobilismo che mette a rischio il futuro della società e la serenità dei lavoratori.

L’ALLARME STIPENDI E IL PARADOSSO DEI COMUNI FUORIUSCITI

A preoccupare maggiormente il sindacato è la denuncia dell'Amministratore: ad oggi non ci sono i fondi a copertura degli stipendi poiché i Comuni non hanno ancora saldato le fatture. Ma il dato più grave e inaccettabile emerso ieri riguarda il comportamento di 3 Comuni fuoriusciti dal consorzio.

“Siamo davanti a un paradosso intollerabile” – fa sapere la UGL attraverso il segretario Nunzio Marotta – “Questi tre Comuni, che prima accumulavano mesi di ritardi e fatture non pagate con Irpiniambiente, oggi saldano i nuovi gestori privati con massima puntualità, addirittura in anticipo rispetto alle scadenze previste. Ci chiediamo dove si voglia andare a parare: non permetteremo che si giochi sulla pelle di mille famiglie, tra dipendenti diretti e indotto”.

LUNEDÌ 8 GIUGNO IL TAVOLO IN PREFETTURA

Di fronte a questo blocco politico e finanziario, le parti sociali si sono recate immediatamente dal Prefetto di Avellino per un primo confronto ufficioso. Le istituzioni hanno risposto prontamente: il Prefetto ha infatti accordato l'apertura ufficiale del tavolo istituzionale, che è stato ufficialmente convocato per il prossimo lunedì 8 giugno alle ore 16:30 presso il Palazzo di Governo.

Al tavolo, oltre alle parti sociali, sono stati chiamati a rispondere tutti gli attori chiave della vicenda: la Regione Campania, l'ATO Rifiuti e la Provincia di Avellino.

L’obiettivo della UGL resta fermo e insindacabile: richiamare i Comuni e le istituzioni alle proprie responsabilità civiche e politiche. Irpiniambiente deve trovare la sua definitiva consacrazione come l'unica alternativa pubblica per la gestione del ciclo dei rifiuti in Irpinia, blindando la continuità aziendale e i livelli occupazionali. Il sindacato monitorerà la situazione minuto per minuto in vista del cruciale appuntamento di lunedì pomeriggio.