Sono tre le persone che compaiono nell'avviso di conclusione dell'indagine del pm Maria Colucci e dei carabinieri sulla morte di Alfredo, l'87enne di Sn Leucio del Sannio, pensionato del mondo della scuola, che nelle prime ore del 9 dicembre 2024 si era lanciato da una finestra al primo piano della casa albergo – comunità tutelare per non autosufficienti di Ceppaloni di cui la vittima, affetta da una patologia psichiatrica, era ospite da una settimana.
Nell'elenco figurano la legale rappresentante della cooperativa che gestisce la struttura, una assistente sociale coordinatrice e una operatrice socio-assistenziale, a carico delle quali vengono prospettati, a vario titolo, profili di colpa ravvisati nella presunta violazione degli obblighi di assistenza, vigilanza e solidarietà nei confronti del paziente.
Il dramma si era verificato poco prima delle 4 del 9 dicembre, quando – secondo la ricostruzione degli inquirenti – il paziente aveva raggiunto il corridoio, immortalato da una telecamera, aveva aperto una finestra ed era precipitato nel vuoto. Un volo di sei metri concluso sull'asfalto sottostante, dove era rimasto fino al momento in cui era scattato l'allarme. Soccorso, l'87enne era stato trasportato al San Pio, dove il 28 dicembre il suo cuore si era fermato per sempre per i gravissimi traumi subiti.
Erano stati fissati i funerali,ma la salma era stata sequestrata dopo la querela presentata da due nipoti dell'anziano, rappresentati dall'avvocato Luca Cavuoto. Da qui l'autopsia curata dal medico legale Giovanni Zotti e, ora, la fine dell'inchiesta.
Gli indagati, difesi dagli avvocati Marcello D'Auria e Mario Verrusio, hanno adesso venti giorni a disposizione per chiedere di essere interrogati e produrre memorie; poi il Pm procederà alle eventuali richieste di rinvio a giudizio.