Benevento

Prima il perito che ha trascritto le intercettazioni, poi il lungo esame dell'ispettore della Squadra mobile Francesco Salierno. Che per oltre due ore, rispondendo solo alle domande del procuratore aggiunto Gianfranco Scarfò, ha ripercorso il lavoro di riscontro alle affermazioni di Nicola Fallarino, diventato un collaboratore di giustizia.

Dichiarazioni di cui l'attività investigativa ritiene di aver accertato l'attendibilità attraverso un impegno costellato anche dal tracciamento del Gps dell'auto in uso ad una imputata, in quello del cellulare della persona che l'avrebbe accompagnata a Napoli per procurarsi il motorino e la pistola: il primo era stato rinvenuto a Capodimonte, l'arma in un tombino nello stesso quartiere.

Elementi racchiusi in una inchiesta sfociata nel processo a carico di Salvatore Giangregorio (avvocato Gerardo Giorgione), 39 anni, e Alessia Petrucciani (avvocati Marianna Febbraio e Domenico Dello Iacono), 45 anni, anche loro della città, accusati di concorso nel tentato omicidio di Annarita Taddeo, la 34enne di Benevento, parte civile con l'avvocato Benedetta Masone, scampata alla morte l'11 novembre 2023, dopo essere stata centrata alla fronte da un colpo di pistola.

Secondo gli inquirenti, Giangregorio avrebbe fatto fuoco, mentre Petrucciani gli avrebbe consegnato l'arma ed un motorino per mettere a segno l'azione criminosa per quale Fallarino è stato già condannato in via definitiva a 10 anni, con rito abbreviato, come mandante. Il 17 settembre l'ispettore Salierno dovrà tornare nuovamente in aula, stavolta per affrontare le domande del legale della parte civile e dei difensori. Nella stessa udienza, inoltre, è in programma la deposizione, in videoconferenza, di Fallarino.