Solofra

La segreteria provinciale dell'Ugl e la sigla Ugl Ambiente esprimono netta e totale contrarietà in merito al progetto di un operatore privato, volto alla realizzazione e gestione di un impianto di trattamento e recupero rifiuti nella zona industriale nuova Asi di Solofra, precisamente in località Vallone Carluccio Ronca.

Il progetto, inserito nell'ambito della delibera della Giunta regionale della Campania per l'individuazione di impianti "minori" e "intermedi", prevede la richiesta di Autorizzazione Unica (ex art. 208 D.Lgs. 152/2006) per trattare ben 27.050 tonnellate all'anno di frazione organica (rifiuto umido). L’iter impiantistico prevede nello specifico:

Il trattamento biologico ed aerobico tramite processi di bio-ossidazione e compostaggio rapido (della durata di circa un mese).

L'installazione di una linea termica e di biofiltri per limitare l'impatto delle emissioni odorigene.

Lo stoccaggio dei flussi mediante l'utilizzo di cassoni metallici.

L’Ugl evidenzia una palese contraddizione nella gestione della pianificazione territoriale: da un lato vengono bloccati i progetti pubblici strategici definendo i siti non idonei – creando un caso analogo a quello emblematico e critico di Chianche –, dall'altro si aprono spiragli per autorizzare impianti privati ad alto impatto nelle medesime aree sature.

"Ci teniamo a precisare che non abbiamo alcuna volontà di bloccare a priori le società private o la libera iniziativa imprenditoriale" - dichiara il sindacato. “Tuttavia, è inaccettabile che il pubblico non riesca a costruire gli impianti pubblici indispensabili per far uscire il nostro territorio dalle sanzioni e dalle procedure d'infrazione che ci costano diverse centinaia di migliaia di euro al giorno da pagare all'Europa. La tutela dell'ambiente, a partire dalla delicatissima situazione della falda acquifera di Solofra, e la salute dei cittadini e dei residenti di Solofra e Montoro non possono essere delegate in toto alle logiche di profitto privato solo per colmare le inefficienze della programmazione pubblica. La gestione dei rifiuti deve rimanere pubblica e trasparente. Mancano, inoltre, garanzie solide sui flussi (col rischio concreto di accogliere umido da fuori provincia), sull'impatto delle emissioni odorigene, sulla viabilità dell'asse Salerno-Avellino e sulla sicurezza biologica dei lavoratori.”

L’Ugl Ambiente esprime pieno sostegno alla linea di estrema prudenza mantenuta dal Comune di Solofra, che non ha concesso alcuna autorizzazione urbanistica e sta presidiando i tavoli tecnici della Conferenza dei Servizi per vagliare ogni criticità. Il sindacato lancia un appello fermo agli enti di controllo (Regione Campania, Arpac e Asl) per fermare la frammentazione del ciclo dei rifiuti e annuncia battaglia a tutela dell'ecosistema locale e dei diritti dei lavoratori.