L’ultima seduta del Consiglio comunale di Napoli, presieduta da Enza Amato, si è trasformata in un atto d'accusa contro la giunta guidata dal sindaco Gaetano Manfredi. Al centro del dibattito, oltre alle storiche emergenze legate a rifiuti, trasporti e periferie, esplode il caso politico della gestione di ABC (Acqua Bene Comune), l'azienda idrica simbolo della città.
L'aula vuota e lo spettro del fine mandato
Il primo duro affondo arriva paradossalmente dall'interno della stessa maggioranza. I consiglieri Aniello Esposito e Pasquale Esposito (Partito Democratico) hanno denunciato l’assenza ingiustificata di numerosi assessori in aula. Un segnale interpretato come una "mancanza di rispetto" verso l'assise, proprio mentre la consiliatura si avvia verso il suo ultimo anno.
"La città è stata fagocitata da tante emergenze a discapito della casa e dei suoi abitanti", ha sentenziato Sergio D’Angelo (Napoli Solidale), tracciando un bilancio amaro a quasi cinque anni dall'insediamento.
Il blocco delle assunzioni Asia
Uno dei nodi più caldi della cronaca amministrativa riguarda Asia, l'azienda d'igiene urbana. Alessandra Clemente ha sollevato il caso della graduatoria concorsuale, definita "immobile da mesi" con soli 25 scorrimenti effettivi a fronte di centinaia di idonei in attesa. A farle eco il capogruppo dem Gennaro Acampora, che ha chiesto di uniformare le graduatorie e avviare un piano di assunzioni a breve termine, denunciando il collasso delle isole ecologiche cittadine, costantemente sature, e i ritardi cronici nella manutenzione ordinaria e nel taglio dell'erba.
Periferie al collasso: il caso Ponticelli e i trasporti
L'inchiesta sul degrado urbano si sposta a Napoli Est. Massimo Cilenti (Napoli Libera) ha riaperto la ferita del Rione De Gasperi e del parco Galeazzo Caracciolo a Ponticelli: lo smantellamento e il ricollocamento degli occupanti in alloggi alternativi approvato anni fa è fermo al palo, condannando i residenti a condizioni di totale invivibilità.
Sul fronte mobilità e sicurezza, le opposizioni incalzano: Salvatore Guangi (Forza Italia): Ha denunciato l'emergenza parcheggi al Parco di Capodimonte e chiesto garanzie sui trasporti della Linea 1 della metropolitana, prossima a parziali chiusure nell'area nord. Gennaro Demetrio Paipais (Forza Italia): Ha chiesto investimenti urgenti per il dissesto stradale e proposto consigli monotematici nelle 10 municipalità per contrastare l'escalation di insicurezza urbana.
Il caso ABC: la trincea politica sull'acqua pubblica
Il vero terreno di scontro politico e giuridico della seduta riguarda però il destino di ABC. Le voci di una presunta privatizzazione dell'azienda idrica hanno spinto il Movimento 5 Stelle, con Ciro Borriello, a chiedere che l'acqua pubblica resti al centro dell'agenda politica senza alcun tipo di compromesso o cessione a soggetti terzi.
La replica del Partito Democratico è stata netta e mirata a spegnere gli allarmismi, pur aprendo a una delicata trasformazione societaria guidata da obblighi di legge nazionali. Il capogruppo dem Gennaro Acampora ha precisato che non è in atto alcuna privatizzazione e che l'acqua di Napoli resterà pubblica, in linea con lo storico referendum del 2011. Tuttavia, per il PD l'attuale forma di Azienda Speciale deve evolversi per rendere la struttura più solida, capace di valorizzare i 130 milioni di fatturato correnti e reinvestirli sia nel potenziamento della rete idrica sia in un piano straordinario di concorsi e progressioni per il personale.
Secondo i dem, il passaggio obbligato verso una Società per Azioni non intaccherà il capitale, che rimarrà interamente partecipato dal Comune di Napoli. La giurisprudenza europea sul vincolo della gestione in house, infatti, equipara queste società a un totale controllo pubblico, vietando per statuto logiche di mercato o aperture ai privati. Per blindare questa transizione, il PD ha annunciato un ordine del giorno che impegna il Comune ad aprire un'interlocuzione immediata con la Regione Campania. L'obiettivo è duplice: chiedere innanzitutto un parere sulla possibilità di prorogare lo status attuale di ABC Napoli come Azienda Speciale; in caso di esito negativo, si chiederà alla Regione di indicare le forme societarie compatibili con le norme vigenti per garantire l'affidamento in house, assicurando così al Comune di poter accedere, a partire dal 2028, ai cruciali fondi regionali, nazionali e comunitari per il Servizio Idrico Integrato.