L’Anev, associazione nazionale energia del vento, esprime preoccupazione per il crescente sviluppo di narrazioni che stanno contribuendo a generare una rappresentazione fuorviante del settore eolico e a mettere in discussione processi autorizzativi secondo le norme vigenti.

Il dibattito su alcuni progetti eolici, tra cui quello sviluppatosi negli ultimi giorni attorno al progetto denominato “Phobos”, ha assunto una rilevanza nazionale, anche a seguito di interventi mediatici, compreso il recente confronto in ambito radiofonico, e della successiva ampia ripresa da parte della stampa e dei media in generale.

Si tratta di dinamiche che, pur legittime nel contesto del confronto pubblico, rischiano di produrre effetti distorsivi quando incidono sulla percezione di procedimenti in corso o già ampiamente istruiti dalle istituzioni competenti.

Nel caso specifico di Phobos, è opportuno ricordare che si tratta di un progetto inserito in un iter autorizzativo articolato e complesso, giunto alle sue fasi conclusive, che ha visto il coinvolgimento dei principali livelli amministrativi e istituzionali e lo svolgimento di approfondite valutazioni tecniche, ambientali e paesaggistiche.

Nell’ambito di tale procedimento, il progetto ha ottenuto una valutazione ambientale positiva da parte del ministero dell’ambiente ed è stato oggetto di una deliberazione del consiglio dei ministri, intervenuto per risolvere il conflitto tra le posizioni del ministero dell’ambiente e del ministero della cultura. In quella sede, le criticità evidenziate dal ministero della cultura sono state valutate e superate attraverso lo strumento della contemperazione degli interessi, a valle di un’approfondita istruttoria tecnica.

L’Anev rileva come, nel corso del recente dibattito mediatico, siano emerse alcune imprecisioni nella descrizione dei progetti eolici e, in alcuni casi, siano stati utilizzati materiali visivi non pienamente coerenti con la realtà, contribuendo a una percezione distorta dell’impatto effettivo degli impianti.

È importante ricordare che gli impianti eolici in Italia sono il risultato di iter autorizzativi complessi e meticolosi, che coinvolgono amministrazioni centrali e locali, enti tecnici e autorità di tutela, fino ad arrivare – nei casi più rilevanti – a decisioni assunte ai massimi livelli istituzionali sulla base di approfondite valutazioni tecnico-scientifiche.

Mettere in discussione tali percorsi attraverso narrazioni non pienamente aderenti alla realtà rischia di indebolire l’autorevolezza delle istituzioni e di generare incertezza su processi che garantiscono al contempo la tutela del territorio e l’interesse nazionale, influenzando impropriamente la percezione pubblica e il contesto decisionale.

L’energia eolica è un pilastro della transizione energetica e degli obiettivi nazionali al 2030. Narrazioni non pienamente aderenti alla realtà rischiano di incidere sul contesto culturale e decisionale, minando la credibilità del sistema Paese.

L’Anev invita quindi istituzioni, media e opinione pubblica a un confronto responsabile, fondato su competenza e rispetto dei processi.