Finalmente questa sera il roster della nuova serie B sarà completo. Ascoli e Brescia (appuntamento alle 18 allo stadio Del Duca) risolveranno la questione: chi vince sale in B, seguendo le orme di Vicenza, Arezzo e Benevento e sarà il ventesimo tassello del nuovo campionato cadetto (al netto di quello che potrà accadere alla Juve Stabia). Chi perde sarà condannato ad un'altra stagione in Lega Pro, una categoria che sta stretta sin d'ora ad entrambe le contendenti che hanno nel loro palmarès veri e propri quarti di nobiltà (Brescia 33 stagioni in A, 66 in B; Ascoli 16 in A, 27 in B).
Si parte da una finale di andata tormentata dal nubifragio che l'ha spaccata letteralmente a metà: una parte domenica sera, l'altra lunedì pomeriggio. Il risultato è stato di 1 a 1 (Rizzo Pinna per i marchigiani, il solito Crespi per le rondinelle, entrambi in goi nella prima parte) e questo fa della partita di ritorno di questa sera un'autentica finale. Tutta da scrivere. Undicimila persone al Del Duca con l'unico neo dell'assenza della tifoseria ospite (come fu all'andata per gli ascolani: nel settore destinato agli ospiti ci saranno 500 ragazzi delle scuole calcio marchigiane) e due società blasonate che sognano di tornare nel calcio che conta.
Squadre pressoché al completo, con la dolorosa defezione di Mercati nell'Union, ammonito all'andata e squalificato per questa finale. Sulle panchine due icone di questo calcio di provincia: da una parte Tomei, per anni l'alter ego di Eusebio Di Francesco, che ha la grande occasione di cogliere il primo trionfo da “head coach”, dall'altra Eugenio Corini, il “guru” di Brescia, quello che c'è stato sempre nelle occasioni importanti. Avranno un obiettivo da cogliere e un personaggio da emulare, Silvio Baldini, oggi sulla panchina della Nazionale azzurra, lo scorso anno trionfatore dei play off col Pescara. Un bel viatico, un ulteriore stimolo a compiere questo salto dal trampolino più alto e regalarsi la gloria.