Allarme nel cuore di Israele. Le sirene sono tornate a risuonare a Tel Aviv e in diverse località del centro di Israele dopo il lancio di un missile dallo Yemen. Secondo le prime comunicazioni dell’esercito israeliano, il vettore è stato intercettato dai sistemi di difesa aerea prima dell’impatto. L’allarme ha spinto migliaia di residenti a raggiungere rifugi e spazi protetti, in una fase di forte tensione regionale.
La minaccia houthi
Il lancio viene attribuito all’area controllata dagli Houthi, il movimento yemenita sostenuto dall’Iran che da mesi rivendica attacchi contro Israele e contro obiettivi collegati al traffico marittimo nel Mar Rosso. In precedenti episodi, i miliziani avevano indicato come bersaglio anche l’aeroporto Ben Gurion, vicino a Tel Aviv, presentando i lanci come risposta alla guerra nella Striscia di Gaza.
Il ritorno dei raid sull’Iran
Israele ha lanciato nelle prime ore di lunedì attacchi aerei contro obiettivi militari nell’Iran centrale e occidentale, dopo il lancio di missili da parte di Teheran verso il territorio israeliano. La televisione di Stato iraniana ha riferito esplosioni a Isfahan, Karaj, Tabriz e Teheran, mentre le autorità hanno chiuso lo spazio aereo attorno all’aeroporto internazionale Imam Khomeini, il principale scalo del Paese. Secondo le forze armate israeliane, l’aviazione ha colpito “obiettivi militari” legati al regime iraniano.
La tregua sempre più fragile
Lo scambio di attacchi mette sotto pressione il cessate il fuoco entrato in vigore ad aprile dopo settimane di guerra tra Iran, Israele e Stati Uniti. La nuova escalation arriva dopo giorni di tensione sul fronte libanese, dove gli scontri tra Israele e Hezbollah hanno rallentato i negoziati per rendere permanente la tregua. Domenica, un raid israeliano sui sobborghi meridionali di Beirut aveva spinto Teheran a promettere una risposta, poi arrivata con il lancio di missili verso Israele.
Washington prova a frenare Netanyahu
Il presidente statunitense Donald Trump aveva chiesto al premier israeliano Benjamin Netanyahu di non reagire subito al lancio iraniano, secondo quanto riferito da un alto funzionario americano all’Associated Press. Lo stesso Trump aveva espresso irritazione per i raid israeliani in Libano, sostenendo di non essere stato coinvolto nella decisione. La mancata risposta immediata della Casa Bianca ai nuovi raid sull’Iran lascia aperto il nodo più delicato: capire se Washington sia riuscita davvero a contenere l’iniziativa israeliana o se la regione stia scivolando verso una nuova fase di guerra aperta.