Solofra

 di Paola Iandolo 

Saranno giudicati con il rito abbreviato tredici dei quindici indagati, tutti sottoposti alle misure cautelari emesse dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno nell’operazione condotta dagli uomini della DIA di Salerno per un giro di usura ed estorsione a cui erano sottoposti due imprenditori di Solofra, finiti nella morsa di tre diversi clan camorristici, tra cui anche il “Nuovo Clan Partenio”.

Il giudizio immediato

I magistrati che hanno coordinato le indagini, i sostituti della Dda di Salerno Carlo Rinaldi ed Elena Guarino e il Procuratore Aggiunto Francesco Soviero hanno chiesto ed ottenuto dal Gip del Tribunale di Salerno Annamaria Ferraiolo, il decreto di giudizio immediato nei confronti di tutti gli indagati raggiunti dalla misura cautelare, confermata dal Tribunale del Riesame e per alcuni anche dalla Cassazione. Tra questi ci sono anche sei irpini coinvolti in episodi diversi nella fase della sottoposizione all’usura e all’estorsione nei confronti dei due imprenditori.

L'avvio del processo

L’udienza sarà celebrata davanti al Gup del Tribunale di Salerno Giovanni Rossi il prossimo 26 giugno. In quella sede il Gip dovrà decidere in prima battuta se ammettere la richiesta di rito abbreviato condizionato, avanzata dalle difese di alcuni degli indagati. In caso  di rigetto della richiesta potranno scegliere il rito abbreviato “secco” o il rito ordinario.

Gli irpini coinvolti

Sei dei quindici indagati sono irpini. Si tratta di Antonio Donniacuio, difeso dagli avvocati Alberico Villani e Gaetano Aufiero, Massimo Evangelista difeso dall’avvocato Gaetano Aufiero, Luigi Pescatore difeso dagli avvocati Gerardo Santamaria e Gaetano Aufiero, Rocco Ravallese difeso dagli avvocati Alberico Villani e Raffaele Tecce, Roberto Vietri, difeso dall’avvocato Massimiliano Russo e Gennaro Ausiello del foro di Torre Annunziata. Coinvolto anche il trentottenne Diego Bocciero, bloccato dopo alcuni mesi di latitanza in Tunisia nell’ambito di un’operazione congiunta tra Carabinieri del Nucleo Investigativo di Avellino, Interpol e Polizia Tunisina a Susa, dove aveva trovato rifugio il latitante. Per lui si procede separatamente, in attesa dell’estradizione.