La Nasa ha annunciato dal Johnson Space Center i quattro astronauti che prenderanno parte ad Artemis III, missione chiave del programma che punta a riportare l’uomo sulla Luna. Tra loro c’è anche l’italiano Luca Parmitano, astronauta dell’Agenzia Spaziale Europea, già protagonista di due missioni sulla Stazione Spaziale Internazionale e tra i volti più esperti dell’esplorazione spaziale europea.

L’annuncio rappresenta un passaggio importante anche per l’Italia, che rafforza il proprio ruolo nel programma Artemis grazie alla partecipazione industriale e scientifica garantita da aziende e istituzioni nazionali.

La missione cambia obiettivo

Inizialmente Artemis III avrebbe dovuto segnare il ritorno degli astronauti sulla superficie lunare. I ritardi accumulati negli ultimi anni dalla Nasa e dai partner industriali hanno però modificato il piano originario.

La missione prevista per il 2027 sarà quindi dedicata a una complessa fase di collaudo in orbita terrestre bassa, a circa 463 chilometri di quota. L’equipaggio testerà le operazioni di rendezvous e attracco tra la capsula Orion e i moduli destinati agli sbarchi lunari: Starship di SpaceX e Blue Moon di Blue Origin.

Per la prima volta saranno inoltre utilizzate le nuove tute spaziali sviluppate da Axiom Space con la collaborazione della maison italiana Prada, elemento che conferma il coinvolgimento dell’industria italiana anche negli aspetti tecnologici più avanzati del programma.

Il nodo dei ritardi e la sfida lunare

Il programma Artemis continua però a confrontarsi con difficoltà tecniche e ritardi industriali. Sia SpaceX sia Blue Origin hanno accumulato slittamenti nello sviluppo dei sistemi lunari.

Particolarmente delicata la situazione di Blue Origin dopo l’esplosione del razzo New Glenn avvenuta il 28 maggio scorso, incidente che ha causato anche la distruzione della rampa di lancio. Il fondatore Jeff Bezos ha assicurato che la struttura sarà ricostruita entro la fine dell’anno.

Se Artemis III completerà con successo i test previsti, Artemis IV dovrebbe riportare gli astronauti nei pressi del polo sud lunare entro la fine del 2028, consolidando il ritorno umano stabile sulla Luna.

Il ruolo italiano ed europeo

L’Agenzia Spaziale Europea partecipa al programma fornendo il modulo di servizio della navicella Orion, responsabile dell’alimentazione e del supporto energetico della capsula.

L’Italia avrà un ruolo centrale anche attraverso Thales Alenia Space Italia, impegnata nella realizzazione dei moduli abitativi destinati alle future missioni lunari.

Il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, con delega alle attività spaziali, ha confermato che l’Italia parteciperà ad Artemis IV con “almeno due astronauti italiani”, grazie all’accordo firmato con la Nasa alla fine di marzo. Restano invece aperte le discussioni sul ruolo dell’Esa nella futura stazione lunare Lunar Gateway, progetto attualmente oggetto di revisione all’interno del programma Artemis.