Assolto perché “non ha commesso il fatto”. Dopo sedici ore di camera di consiglio, la Corte d’Assise di Rimini ha dichiarato innocente Louis Dassilva per l’omicidio di Pierina Paganelli, la pensionata di 78 anni uccisa il 3 ottobre 2023 con 29 coltellate nel garage del complesso residenziale di via del Ciclamino.
La sentenza, letta poco dopo le due del mattino dalla presidente della Corte d’Assise Fiorella Casadei, ha smontato integralmente la ricostruzione della Procura di Rimini, rappresentata dal pm Daniele Paci.
Un processo senza prove dirette
Il procedimento giudiziario era interamente fondato su un impianto indiziario. Gli investigatori della Squadra Mobile avevano sostenuto che Dassilva avrebbe ucciso Pierina Paganelli per nascondere la relazione extraconiugale con la nuora della vittima, Manuela Bianchi.
Ma nel corso dei sette mesi di processo non sono emerse prove dirette in grado di collocare con certezza l’imputato sulla scena del crimine. Nessuna traccia biologica, nessuna impronta riconducibile all’assassino, nessun filmato decisivo.
È proprio l’assenza di elementi scientifici certi che potrebbe avere inciso in maniera determinante sulla decisione dei giudici. La formula assolutoria scelta dalla Corte — “per non aver commesso il fatto” — rappresenta infatti il massimo grado di assoluzione previsto dall’ordinamento italiano.
La scarcerazione nella notte
Poche ore dopo la lettura del dispositivo, Dassilva ha lasciato il carcere dei Casetti di Rimini. Ad attenderlo all’esterno c’era la moglie Valeria Bartolucci, che lo ha riabbracciato subito dopo la liberazione.
“Ha vinto la giustizia, questa è la rivincita della giustizia”, ha dichiarato il 36enne all’uscita dal penitenziario.
Secondo quanto riferito dai legali e dai familiari, la coppia non tornerà nel vecchio appartamento di via del Ciclamino. “Lì ci sono brutti ricordi e brutte persone”, avrebbe spiegato Dassilva dopo la scarcerazione.
Un caso che ha segnato Rimini
L’omicidio di Pierina Paganelli aveva profondamente colpito l’opinione pubblica italiana per la brutalità del delitto e per il contesto maturato all’interno dello stabile dove vivevano vittima, parenti e protagonisti dell’inchiesta.
Le indagini si erano concentrate per mesi sulle relazioni personali e familiari della donna, con intercettazioni, accertamenti tecnici e ricostruzioni che avevano trasformato il caso in uno dei più seguiti della cronaca giudiziaria recente.
Ora, con l’assoluzione di Dassilva, resta però aperta una domanda decisiva: chi ha ucciso Pierina Paganelli?
La Procura dovrà attendere le motivazioni della sentenza per valutare eventuali sviluppi investigativi o un possibile ricorso in Appello.