Si affievoliscono sempre di più le speranze di salvare lo storico stabilimento Sirti di Benevento. Dopo il tavolo istituzionale svoltosi questa mattina in Prefettura, appare infatti sempre più concreta l'ipotesi della chiusura della sede sannita e del trasferimento dei 19 dipendenti nello stabilimento di Casandrino, nel Napoletano.
L'azienda, attiva nella progettazione, realizzazione e manutenzione di infrastrutture di rete e servizi digitali ad alta complessità, ha confermato la propria posizione nel corso dell'incontro al quale hanno partecipato il prefetto, rappresentanti delle istituzioni locali, i vertici aziendali e i lavoratori. I rappresentanti di Sirti non hanno rilasciato dichiarazioni al termine della riunione.
A fare il punto della situazione è stato Giancarlo Stefanucci della Fim Cisl Irpinia Sannio. «L'azienda ha confermato la decisione di chiudere il plant e trasferire i lavoratori a Casandrino attraverso la procedura contrattuale prevista, adducendo le consuete motivazioni di efficientamento e razionalizzazione che noi abbiamo contestato in maniera precisa», ha spiegato il sindacalista.
Stefanucci ha però evidenziato alcuni aspetti positivi emersi durante il confronto. «Va sottolineato l'intervento del Prefetto, che ha invitato l'azienda a rivedere la propria decisione tenendo conto delle prospettive di sviluppo del territorio beneventano, che dovrebbe avere maggiori opportunità. Importante anche il sostegno espresso dal Comune di Benevento ai lavoratori e la disponibilità manifestata dall'amministrazione nel cercare possibili soluzioni. Sono segnali significativi che sia la Prefettura sia il Comune hanno voluto dare all'azienda».
Sul fronte sindacale la mobilitazione è destinata ad intensificarsi. «Ora faremo un'assemblea con i lavoratori e decideremo iniziative di lotta più incisive, con l'obiettivo di portare questa vertenza all'attenzione regionale e nazionale», ha annunciato Stefanucci, confermando inoltre la presenza fisica al tavolo dell'intera delegazione aziendale, dai responsabili delle risorse umane ai dirigenti della produzione e dei cantieri campani.
Netta anche la posizione del Comune di Benevento, rappresentato dall'assessore Attilio Cappa, presente in sostituzione del sindaco. «Il Comune è vicino a questa vicenda perché il territorio subirebbe un evidente depauperamento con il trasferimento del sito produttivo», ha dichiarato.
Secondo Cappa, le spiegazioni fornite dall'azienda non sarebbero risultate del tutto convincenti. «Abbiamo ascoltato le motivazioni illustrate da Sirti, ma non abbiamo percepito reali ragioni industriali. Si è fatto riferimento soprattutto a prospettive logistiche legate alla conclusione degli interventi del PNRR. Le motivazioni appaiono piuttosto fumose».
L'assessore ha quindi ribadito la vicinanza dell'amministrazione alle famiglie coinvolte. «Il trasferimento non riguarda soltanto i lavoratori, ma l'intera comunità. La strategia sulla quale stiamo puntando è quella del rilancio delle aree interne, sostenuta anche dalla Regione. Spostare posti di lavoro da un territorio come il nostro, che per anni ha sofferto condizioni di isolamento, verso aree già più sviluppate rappresenta una perdita importante che non meritiamo. Qui esiste un sito produttivo significativo, costruito nel tempo grazie alla professionalità e al valore umano delle persone che vi lavorano».
La vertenza resta dunque aperta, ma dopo il confronto in Prefettura la prospettiva della chiusura della sede beneventana appare oggi più vicina. I lavoratori e le organizzazioni sindacali promettono però di proseguire la mobilitazione nel tentativo di convincere l'azienda a riconsiderare una decisione che rischia di impoverire ulteriormente il tessuto produttivo del Sannio.