Benevento

L'emergenza legata alla proliferazione dei cinghiali è stata portata all'attenzione della Regione Campania e, in particolare, dell'VIII Commissione consiliare permanente (Agricoltura, Caccia, Pesca e Risorse comunitarie), presieduta da Raffaele Aveta, affinché si avvii un confronto concreto su una problematica che interessa ormai l'intero territorio regionale.

Per il presidente dell'Ambito Territoriale di Caccia di Benevento, Carmine Fusco, non è più sufficiente affrontare il fenomeno con interventi episodici, ma occorre una strategia strutturata e condivisa che possa rappresentare un modello non solo per il Sannio, ma per tutta la Campania.

La proposta avanzata da Fusco parte da un principio preciso: il contenimento della specie deve essere accompagnato dalla creazione di una filiera organizzata della carne di cinghiale. I cacciatori, già oggi, possono svolgere un ruolo fondamentale nel controllo della popolazione degli ungulati, ma è necessario che la Regione favorisca procedure più snelle per il conferimento, la lavorazione e la commercializzazione delle carni, nel pieno rispetto delle norme sanitarie.

In questo contesto, il presidente dell'ATC Benevento ritiene fondamentale accelerare la realizzazione dei CLS - Centri di Lavorazione della Selvaggina, infrastrutture indispensabili per rendere efficiente e sicura l'intera filiera. Il bando regionale dedicato è già stato chiuso e, secondo Fusco, è ora necessario procedere rapidamente con la pubblicazione della graduatoria e con l'assegnazione dei finanziamenti, così da consentire l'avvio dei centri e dare una risposta concreta alle esigenze del territorio.

Parallelamente, è indispensabile rafforzare il coordinamento tra ATC, istituzioni, agricoltori, Polizie provinciali e associazioni di categoria, programmando gli interventi di controllo in modo continuativo e mirato nelle aree maggiormente colpite dai danni alle colture e dai rischi per la sicurezza stradale.

Un ulteriore elemento della proposta riguarda la valorizzazione economica della selvaggina. La creazione di una rete regionale per la distribuzione della carne, anche verso territori dove il suo consumo è storicamente più diffuso, consentirebbe di ridurre gli sprechi e di sostenere una filiera agroalimentare innovativa e sostenibile.

Accanto a questo, la promozione di forme di turismo venatorio regolamentato potrebbe rappresentare un'opportunità di sviluppo per le aree interne, generando ricadute positive per l'economia locale e contribuendo alla valorizzazione del patrimonio ambientale.

«L'emergenza cinghiali – sottolinea Fusco – non può essere affrontata solo come un problema di contenimento numerico. Serve una visione moderna che unisca tutela dell'agricoltura, sicurezza dei cittadini, equilibrio ambientale e sviluppo economico. Accelerare la realizzazione dei Centri di Lavorazione della Selvaggina e costruire una filiera regionale efficiente significa trasformare una criticità in una risorsa per l'intera Campania