I Mondiali di calcio del 2026 si preparano a partire in un clima di allerta senza precedenti. La competizione, che scatterà domani tra Stati Uniti, Canada e Messico, sarà la più grande di sempre: 48 squadre, 104 partite e 16 città coinvolte in un torneo che, dal punto di vista della sicurezza, viene già definito dalle autorità americane come “78 Super Bowl in 39 giorni”.

A pesare sul dispositivo straordinario messo in campo da Washington sono soprattutto le tensioni internazionali legate alla guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran, l’aumento della violenza politica interna e i timori di possibili attacchi o campagne di disinformazione generate attraverso l’intelligenza artificiale. A coordinare l’intero apparato è una rete composta da agenzie federali, polizie locali, FBI, Dipartimento per la Sicurezza Interna e società private specializzate in sorveglianza tecnologica.

Droni, reti e spazio aereo sorvegliato

La minaccia principale, secondo gli investigatori americani, è rappresentata dai droni. Il timore nasce dall’evoluzione tecnologica osservata negli ultimi conflitti internazionali, dalla guerra in Ucraina fino agli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023. La commissaria della polizia di New York, Jessica Tisch, ha ammesso che proprio i droni sono l’elemento che “toglie il sonno” agli apparati di sicurezza. Per contrastare eventuali incursioni nello spazio aereo sopra stadi e fan zone, gli Stati Uniti schiereranno sistemi avanzati di intercettazione. Tra questi figurano quadricotteri capaci di lanciare reti contro droni sospetti per intrappolarli in volo. Una tecnologia sviluppata dalla società Fortem, che avrebbe ottenuto un contratto multimilionario con il Dipartimento per la Sicurezza Interna. L’FBI ha inoltre predisposto squadre specializzate per il monitoraggio costante dei cieli e per la neutralizzazione immediata di eventuali dispositivi ostili.

Cani robot e telecamere intelligenti

Tra gli strumenti previsti per il torneo ci saranno anche cani robot utilizzati per il controllo bagagli, giganteschi camion a raggi X e migliaia di telecamere con sistemi di intelligenza artificiale installate nelle aree pubbliche e attorno agli impianti sportivi. A Dallas, la polizia utilizzerà bodycam con traduzione simultanea in tempo reale per comunicare con tifosi provenienti da tutto il mondo. Le autorità americane temono anche campagne di panico costruite attraverso video falsi generati con l’intelligenza artificiale. Per questo, nei giorni delle partite saranno attivati centri operativi congiunti tra FBI, polizie locali e agenzie federali in grado di verificare in tempo reale eventuali immagini sospette diffuse online. Secondo l’agente speciale dell’FBI Amit Kachhia-Patel, gli investigatori sono pronti a verificare immediatamente la veridicità di eventuali video che mostrino esplosioni o incidenti, così da evitare il diffondersi del caos.

Il nodo immigrazione e la presenza di Trump

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La Casa Bianca stima che fino a sette milioni di persone entreranno negli Stati Uniti durante il torneo. Un’enorme pressione per il sistema di immigrazione americano, già al centro delle polemiche per le politiche restrittive dell’amministrazione Trump. Il Servizio Segreto sarà incaricato della protezione dei leader stranieri presenti alle partite e dello stesso Donald Trump, che ha espresso l’intenzione di assistere ad almeno un incontro. Il segretario alla Sicurezza Interna Markwayne Mullin ha ammesso davanti al Congresso che l’operazione sarà “complicata”, anche a causa della carenza di circa 860 agenti del Secret Service. Nei mesi scorsi le autorità hanno già simulato scenari estremi, comprese sparatorie di massa, attacchi con veicoli e fughe di folla. Secondo Andrew Giuliani, figlio dell’ex sindaco di New York Rudy Giuliani e direttore esecutivo della task force governativa sui Mondiali, l’obiettivo è trasformare il torneo in una dimostrazione di forza organizzativa americana.

«Se faremo bene il nostro lavoro, nessuno parlerà della sicurezza», ha dichiarato.