La Polizia di Stato e la Questura di Salerno confermano il costante impegno nell’attività di prevenzione e contrasto ai reati contro le donne, attraverso un’azione coordinata che affianca agli interventi repressivi un sempre più incisivo utilizzo degli strumenti di prevenzione previsti dall’ordinamento. In tale ambito, particolare rilievo assume la misura dell’ammonimento del Questore, strumento fondamentale per intervenire tempestivamente nei casi sintomatici di comportamenti persecutori, violenze domestiche e condotte prevaricatorie, prima che possano degenerare in fatti di maggiore gravità.
L’ammonimento rappresenta una misura di prevenzione efficace e immediata, capace di interrompere situazioni di rischio e di richiamare formalmente l’autore della condotta al rispetto della legge, offrendo al contempo una concreta tutela alle vittime. L’esperienza maturata negli anni ha dimostrato come l’intervento preventivo costituisca uno degli strumenti più incisivi nella strategia di contrasto alla violenza di genere. I dati registrati nella provincia di Salerno evidenziano chiaramente l’efficacia dell’azione intrapresa: dal 2015 al 2025 gli ammonimenti adottati dal Questore hanno fatto registrare un incremento del 110%, segno di una crescente attenzione verso i fenomeni di violenza domestica e di genere e della volontà di intervenire in maniera anticipata rispetto alla commissione di reati più gravi.
L’intensificazione dell’utilizzo delle misure di prevenzione ha contribuito in maniera significativa alla diminuzione dei reati riconducibili alla violenza di genere, confermando la validità di un approccio fondato sulla tempestività dell’intervento, sulla vicinanza alle vittime e sulla stretta collaborazione tra Forze di polizia, Autorità giudiziaria, servizi territoriali e centri specializzati. La Questura rinnova pertanto l’invito a denunciare ogni episodio di minaccia o sopraffazione, sottolineando come la prevenzione rappresenti un presidio essenziale per la tutela delle persone vulnerabili e per la diffusione di una cultura fondata sul rispetto, sulla legalità e sulla protezione dei diritti fondamentali della persona.
Per avviare la procedura dell’ammonimento non serve l’assistenza di un legale; la segnalazione delle vittime può essere presentata in un qualsiasi ufficio della Polizia di Stato o dell’Arma dei Carabinieri e consente di intervenire in maniera rapida per interrompere le condotte moleste e la spirale della violenza. Nell’ambito delle attività di prevenzione e contrasto alla violenza di genere la capacità di apertura e di ascolto delle Forze di Polizia rappresenta un elemento essenziale per garantire tutela, fiducia e protezione alle vittime.
L’efficacia dell’intervento istituzionale, infatti, non dipende soltanto dall’applicazione delle norme o dall’adozione di misure di sicurezza, ma anche dalla qualità della relazione che si instaura tra operatore e persona che denuncia una situazione di violenza. L’ascolto attivo costituisce il primo strumento di prevenzione. Una vittima che trova interlocutori preparati, empatici e disponibili è maggiormente incentivata a raccontare episodi spesso caratterizzati da paura, vergogna, senso di colpa o dipendenza emotiva ed economica. Le Forze di Polizia, attraverso un approccio professionale e non giudicante, possono contribuire a creare un ambiente sicuro nel quale la persona si senta accolta e compresa. Questo atteggiamento favorisce l’emersione della violenza sommersa, fenomeno ancora molto diffuso soprattutto nei contesti familiari e relazionali. La capacità di apertura implica anche la disponibilità a riconoscere la complessità delle dinamiche della violenza di genere; non sempre le vittime sono immediatamente pronte a denunciare o a interrompere la relazione con l’autore delle violenze.
Per questo motivo è fondamentale che gli operatori siano formati non solo sul piano giuridico e operativo, ma anche sugli aspetti psicologici, relazionali e culturali che caratterizzano tali situazioni. Un approccio sensibile e competente consente di evitare il rischio della vittimizzazione secondaria, ossia il sentirsi nuovamente giudicate o non credute durante il percorso di denuncia. L’ascolto efficace richiede inoltre continuità, coordinamento e collaborazione con i servizi territoriali, i centri antiviolenza, le strutture sanitarie e le istituzioni sociali. Le Forze di Polizia svolgono un ruolo centrale nella rete di protezione, fungendo da punto di riferimento immediato per la vittima e facilitando l’accesso agli strumenti di sostegno previsti dall’ordinamento.
La presenza di personale specializzato, l’istituzione di ambienti dedicati all’accoglienza e l’adozione di protocolli operativi orientati alla tutela della persona rappresentano segnali concreti dell’impegno istituzionale verso una cultura della prevenzione e del rispetto. In questo contesto, la capacità di ascoltare non è soltanto una competenza comunicativa, ma un vero e proprio presidio di legalità e di tutela dei diritti fondamentali. Promuovere apertura, sensibilità e ascolto significa rafforzare il rapporto di fiducia tra cittadini e istituzioni e contribuire in modo concreto al contrasto della violenza di genere, favorendo l’emersione dei casi e la protezione tempestiva delle vittime. Da ultimo vale la pena evidenziare l’ottima sinergia instaurata tra la Divisione Anticrimine della Questura, ufficio provinciale preposto alla trattazione dei casi da “codice rosso” e il corrispettivo ufficio presso la Procura della Repubblica di Salerno, sinergia che si traduce in termini di rapidità ed efficacia di azione a tutela delle persone più esposte e vulnerabili.