Che non sarebbe stato il merito e la competenza a orientare le scelte del sindaco Nello Pizza nella composizione della nuova giunta al comune di Avellino era cosa nota da tempo. Del resto si era parlato di manuale Cencelli che rappresenta quanto più di negativo sia stato sperimentato nella vita politica della nostra Repubblica.
Ma il criterio dell’appartenenza alla fine ha fatto scivolare il sindaco in una trappola che lo ha costretto anche a sconfessare in alcuni casi il criterio delle preferenze raccolte. E così si ritrova chi neppure era stato eletto ad occupare il ruolo di vicesindaco e chi invece aveva competenza e consenso deve ritagliarsi un ruolo da gregario anonimo in consiglio comunale. Non se la prendano a male i protagonisti di questo passaggio amministrativo, non è una questione che riguarda le persone.
Diciamo che il sindaco Pizza è partito scivolando su diverse bucce di banane che sul percorso erano state collocate anche dai suoi alleati.
Ma ora si apre anche una questione politica. E questo deve preoccupare. Si era detto del campo largo, da Mastella a Fratoianni, presenti tutti sul palco nell’ultimo appello della campagna elettorale con il candidato sindaco Pizza. Ma ora Mastella è stato escluso dal governo cittadino probabilmente per il consenso irrilevante ricevuto ma adesso una domanda sorge spontanea: come farà il campo largo alle prossime politiche a chiedere l’aiuto del leader di Ceppaloni e sindaco di Benevento che tra qualche giorno taglia il traguardo dei 50 anni di impegno in politica?
Questione non irrilevante, ma che all’ombra di Montevergine nessuno ha calcolato. La politica è fatta di strategie e visioni, quelle che al momento ad Avellino nessuno ha ancora visto.