Lo stadio del paradosso. Il nuovo Iacovone di Taranto rischia di essere squalificato ancora prima di vedere la luce. Uno stadio stupendo, realizzato per i prossimi Giochi del Mediterraneo, è già il fiore all'occhiello di una città che vive il calcio con passione e da sport più bello del mondo. Nella città jonica aspettano di poterci veder giocare soprattutto il Taranto, che è caduto sì in basso, ma che sta tentando disperatamente di venirne fuori.
Già, disperatamente. Soprattutto dopo quello che è accaduto ieri pomeriggio a Massafra, dove gli jonici hanno giocato la finale di ritorno per la promozione in serie D contro il Gladiator (andata 0-0). Niente da fare per la squadra di Ciro Danucci, che in semifinale aveva avuto la meglio sull'Apice di Renato Cioffi. Il Gladiator piazza la beffa: va in vantaggio con Bacio Terracino al 34', subisce il pari da parte di Aguilera al 3' della ripresa, ma poi al 94' trova la rete shock di Mansour che li proietta di nuovo nella categoria superiore.
Il Gladiator sale in serie D, il Taranto rimane nel campionato di Eccellenza, malgrado la presenza di uno stadio da serie A.
Dicevamo della doppia beffa, perchè al termine della partita alcuni tifosi tarantini sono entrati in campo ed hanno colpito Loiodice, un loro stesso giocatore, Un gesto dche si commenta da sé e che non mancherà di provocare altri danni al Taranto dopo la beffa. Gli jonici non cambiano la storia della loro squadra di calcio, che rimane impantanata in una categoria che la mortifica. E quando riprenderà la fase agonistica sarà costretta non solo a giocare ancora in Eccellenza in uno stadio da serie A, ma lo farà probabilmente per alcune partite a porte chiuse. E' sempre complicato per tutti riprendersi ciò che si è perso.