L’imprenditore americano Adam Castillo, ex presidente dell’American Chamber of Commerce in Myanmar, è stato fermato all’aeroporto internazionale di Yangon al suo rientro nel Paese. La polizia birmana ha confermato l’arresto, collegandolo all’esistenza di una denuncia e di un presunto reato, senza però fornire dettagli ufficiali sulle accuse. La vicenda arriva dopo che la stessa Camera di Commercio aveva avviato verifiche su movimenti finanziari sospetti attribuiti a ex componenti del consiglio direttivo.

Il fermo all’aeroporto

Secondo quanto riferito dal portavoce del ministero dell’Interno del Myanmar, il generale di brigata della polizia Soe Lin Aung, Castillo è stato arrestato giovedì al Yangon International Airport. Le autorità si sono limitate a spiegare che “c’era un reato e una causa”, senza chiarire la natura del procedimento. La società dell’imprenditore, AGS Myanmar, ha definito la vicenda “in corso” e non ha rilasciato ulteriori commenti. Anche il Dipartimento di Stato americano ha fatto sapere di essere a conoscenza delle notizie sul fermo di un cittadino statunitense, ma ha evitato dichiarazioni più dettagliate per ragioni di privacy.

Le verifiche nella Camera di Commercio

Il caso si lega alle indagini interne dell’American Chamber of Commerce in Myanmar, organizzazione che promuove gli interessi delle imprese statunitensi nel Paese. Nel rapporto annuale del 29 maggio, l’attuale consiglio ha riferito di aver individuato transazioni sospette compiute da ex rappresentanti del board per conto della Camera. Al centro delle verifiche c’è un contratto firmato nel novembre 2024 con una società di pubbliche relazioni con sede a Washington, da cui sarebbero derivati 300 mila dollari incassati e gestiti fuori dai conti ufficiali dell’organizzazione.

Nel documento, la Camera sostiene che la firma avrebbe superato i limiti autorizzati ai singoli rappresentanti e che l’accordo non sarebbe mai stato approvato dal consiglio. Il rapporto aggiunge che AMCHAM Myanmar non avrebbe ricevuto fondi, effettuato pagamenti o beneficiato di servizi, e che la questione non sarebbe stata comunicata ai revisori. Il testo cita due ex membri del board, senza identificarli né precisare quali iniziative legali siano state intraprese.

Chi è Adam Castillo

Castillo è fondatore e proprietario di AGS Myanmar, società attiva nella gestione del rischio e nella sicurezza, con servizi che includono anche pulizie commerciali e disinfestazione. Ex ufficiale dei Marines statunitensi, ha guidato l’American Chamber of Commerce in Myanmar tra il 2023 e il 2025. Nella sua biografia aziendale viene indicato anche come presidente di Republican Overseas Myanmar, organizzazione nata per promuovere politiche “America First” nel Paese e nella regione.

Prima del fermo, l’imprenditore aveva partecipato a un forum d’affari a Kuala Lumpur, in Malesia, dove aveva promosso anche il suo libro, “Finding Our Voice”. Il memoir racconta la sua esperienza in Myanmar dopo il colpo di Stato militare del 2021, tra crisi politica, violenza ed economia in caduta. Non è emerso, al momento, alcun elemento che colleghi direttamente il libro all’arresto.

Il contesto birmano

La detenzione avviene in un Paese attraversato da una guerra civile seguita al golpe militare che nel 2021 ha deposto il governo eletto di Aung San Suu Kyi. Da allora, il Myanmar vive una repressione dura contro oppositori, attivisti e media, mentre la resistenza armata dei gruppi pro-democrazia e delle milizie etniche continua a sfidare la giunta. In questo quadro sono aumentate anche le segnalazioni di arresti di stranieri, in particolare giornalisti, ricercatori e figure legate al racconto della crisi politica.