L’osservatorio permanente sugli utilizzi idrici dell’autorità distrettuale di bacino dell’appennino
meridionale registra un complessivo e significativo miglioramento della disponibilità idrica a livello distrettuale, rispetto alle precedenti rilevazioni, sia per il comparto idropotabile che per il comparto irriguo.
Durante l’incontro si è inoltre fatto il punto sullo stato di avanzamento di alcune importanti azioni dell’autorità, quali la redazione di un bilancio idrologico a scala di distretto e l’Integrazione della rete di monitoraggio delle acque sotterranee a livello distrettuale: due facce della stessa medaglia, azioni necessarie a conoscere la reale consistenza quantitativa degli acquiferi, elemento essenziale per poter assumere le necessarie decisioni sottese alla governance dell’acqua.
Situazione severità idrica
Ad oggi, lo scenario di severità idrica per il comparto potabile è il seguente: “basso tendente a medio” per il Lazio e la provincia di Chieti (Abruzzo); «basso» per il restante territorio del distretto, mentre è in chiusura lo stato di emergenza per le province di Crotone e Reggio Calabria.
Su tanto, il Segretario Generale Vera Corbelli ha evidenziato: “Nelle province di Chieti e nell’Ao di Frosinone, non si denota una carenza idrica, ma una severità idrica “bassa tendente a media” dovuta essenzialmente alle carenze di carattere infrastrutturale di quelle aree, che la maggiore domanda estiva tenderà prevedibilmente a mettere in luce”.
L’Ingegnere Pasquale Coccaro, nell’illustrare i dati ha evidenziato: “è una situazione abbastanza
soddisfacente rispetto allo scorso anno, con surplus molto importanti rispetto all’ultimo biennio”.
Sullo schema dell’Ofanto, che comprende gli invasi di Conza della Campania in Irpina, Saetta, Locone, San Pietro sull’Osento e Marana Capacciotti vi è attualmente una disponibilità di circa 142 milioni di metri cubi con un surplus di circa 43 milioni rispetto al periodo omologo dello scorso anno.
Sugli invasi del sistema Acque del Sud lucano l’evoluzione della disponibilità evidenzia un buon recupero di risorsa idrica tanto per l’invaso di Monte Cotugno quanto per l’invaso del Pertusillo con un surplus di disponibilità idrica rispetto ad un anno fa di 124 milioni di metri cubi.
Interessante lo schema Fortore (Occhito): i dati disponibili evidenziano un surplus di circa 150 milioni di metri cubi rispetto al periodo omologo dello scorso anno, effetto della sostanziale mancata erogazione irrigua; risulta comunque necessario proseguire il monitoraggio ai fini della programmazione.
Sulle sorgenti del Calore irpino e del Sele si registra un surplus di oltre 1166 litri secondo rispetto allo scorso anno, anche se permane un leggero deficit sulla media storica, pari a 596 litri al
secondo. Per quanto riguarda gli schemi idrici che servono Abc, quindi Napoli, i gruppi sorgentizi sono in
surplus, anche rispetto alla media storica e per oltre 200 litri al secondo
Ugualmente per le fonti che servono le reti di alto calore servizi, c’è surplus rispetto alla media storica per oltre 72 litri secondo, mentre i problemi che pure si verificano nell’erogazione del servizio idrico sono solo di ordine infrastrutturale.