Operazione contro l'abusivismo edilizio nell'isola di Capri. I Carabinieri della Compagnia di Sorrento hanno dato esecuzione a un decreto di sequestro preventivo, emesso dal Gip del Tribunale di Napoli su richiesta della Procura partenopea, nei confronti di un noto complesso turistico-alberghiero situato ad Anacapri. Il provvedimento è il risultato di un’indagine complessa, avviata lo scorso 2 aprile a seguito di un accesso ispettivo effettuato dai militari dell'Aliquota Operativa del Nor di Sorrento, in collaborazione con i funzionari della Soprintendenza di Napoli.
Secondo gli inquirenti, all'interno della struttura sarebbero stati realizzati interventi di trasformazione edilizia in totale assenza di titoli abilitanti validi. L’area, essendo soggetta a vincolo culturale e paesaggistico, richiede procedure autorizzative rigorose che, nel caso specifico, non sarebbero state rispettate.
Cosa è stato sequestrato
Il complesso, finito sotto la lente d’ingrandimento della Procura, presentava diverse innovazioni architettoniche ritenute illegittime. Nel dettaglio, il sequestro ha riguardato:
Suite di lusso realizzate ex novo;
Una piscina e diverse aree idromassaggio;
Un centro benessere completo;
La riconversione di cisterne e abitazioni preesistenti in unità alberghiere;
La creazione di nuovi percorsi di collegamento interno.
Le indagini hanno fatto emergere che tali opere erano state avviate basandosi su autorizzazioni paesaggistiche considerate ormai scadute e, pertanto, non idonee a giustificare gli interventi edilizi eseguiti.
Gli sviluppi dell'indagine
L'accusa ipotizzata è quella di realizzazione di manufatti in zona vincolata, violazione prevista dal Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio (art. 181 D.Lgs. 42/2004). Le attività investigative proseguono per verificare se vi siano ulteriori responsabilità penali legate alla gestione del cantiere.
Come previsto dalla normativa vigente, il provvedimento eseguito rappresenta una misura cautelare disposta durante la fase delle indagini preliminari. Gli indagati, dunque, restano assistiti dalla presunzione di innocenza fino all'eventuale emissione di una sentenza definitiva di condanna.