Napoli

Un grido d’allarme lucido e preoccupante quello lanciato dal prefetto di Napoli, Michele Di Bari, durante l’audizione odierna davanti alla Commissione parlamentare antimafia. Al centro dell’intervento, la mutazione profonda della criminalità nell'area metropolitana di Napoli, segnata da un’esplosione di violenza minorile alimentata dai social e da una camorra sempre più frammentata e insidiosa.

La deriva dei minori: l'influenza dei social e il "rito" della gang

Il prefetto ha sottolineato come i social network stiano esercitando un’influenza devastante sulla devianza giovanile. "Per entrare in una baby gang a 11, 12 o 13 anni – ha spiegato Di Bari – servono requisiti precisi: il telefonino, il coltello e la volontà di attentare alla salute altrui". La fotografia scattata dal prefetto è drammatica: nelle ore notturne, piazze di Napoli e dell'hinterland sono affollate da giovanissimi. Il valore della vita è drasticamente calato, tanto che una banale lite può trasformarsi in tragedia. I numeri confermano questa escalation: gli omicidi commessi da minori sono passati da 2 a 8 (di cui 6 di matrice mafiosa) tra il 2024 e il 2025, mentre i tentati omicidi sono saliti da 14 a 17.

Nuove strategie: il protocollo per gli under 14

Di fronte a una realtà in cui sono stati trovati bambini di appena 8 anni nelle piazze di spaccio, la Prefettura corre ai ripari. Di Bari ha annunciato di essere al lavoro con l’autorità giudiziaria per definire un protocollo dedicato ai minori di 14 anni, che includa misure di sicurezza mirate e un rafforzamento dei controlli all'interno degli istituti scolastici. "Dove sono i loro genitori?" è l’interrogativo amaro posto dal prefetto.

Camorra 2.0: frammentazione e infiltrazioni

Non solo baby gang. L’analisi del prefetto si è estesa alla struttura della camorra, definita "estremamente complessa". Alle storiche consorterie si affiancano oggi nuclei criminali frammentati, clan piccoli ma estremamente violenti, che non seguono strutture gerarchiche rigide e che collaborano spesso con organizzazioni criminali straniere, in particolare cinesi. Questa capillarità criminale mira direttamente al cuore delle istituzioni: il prefetto ha denunciato la capacità delle organizzazioni camorristiche di permeare l'amministrazione pubblica, avvalendosi di complici nel mondo imprenditoriale.

Comuni sotto la lente

Il monitoraggio della legalità sul territorio è costante. Attualmente, una decina di comuni dell'area metropolitana sono sotto osservazione per il rischio di infiltrazioni mafiose. Di Bari ha ricordato che, al momento, sono tre le amministrazioni sciolte: Poggiomarino, Torre Annunziata e Marano di Napoli. La sfida, conclude il prefetto, deve basarsi non solo sulla repressione, ma su una solida politica di prevenzione e su percorsi sociali ed educativi che offrano ai giovani alternative credibili ai modelli devianti.