Il consigliere Gennaro Demetrio Paipais, sollecitato da alcuni ricercatori che hanno segnalato di aver individuato scarichi di liquami nell'area della Gaiola, ha chiesto alla Commissione Consiliare Ambiente e Mare di approfondire la vicenda.
In riunione sono intervenuti con chiarimenti tecnici il direttore dell'Area Marina Protetta della Gaiola, Maurizio Simeone, il dirigente del Servizio Tutela del Mare del Comune di Napoli, Ignazio Leone, e il direttore tecnico Acquedotto e Fognature di ABC – Acqua Bene Comune, Pasquale Speranza.
Scarichi di liquami alla Gaiola? La situazione
Nel corso della riunione della Commissione Consiliare Ambiente e Mare, presieduta da Carlo Migliaccio, Simeone ha spiegato che la problematica è nota da tempo: nell'area insiste uno scarico di troppo pieno fognario che si attiva in occasione delle precipitazioni atmosferiche.
Ha sottolineato come tale situazione sia strutturalmente incompatibile con la presenza di un'area marina protetta, evidenziando che l'impianto fu realizzato in un'epoca in cui le conoscenze ambientali erano assai diverse da quelle attuali. Il direttore ha ricordato il grande pregio naturalistico del sito, che custodisce i tre unici banchi coralliferi dell'area napoletana e flegrea, oggetto di recenti studi condotti nell'ambito di un progetto PNRR sulla biodiversità con il coinvolgimento di quindici ricercatori di diversi ambiti disciplinari. Ha infine rilevato che l'aggravarsi dei fenomeni meteorologici connesso ai cambiamenti climatici rende sempre più frequente e intensa la sollecitazione sullo scarico.
Lo scarico di Cala Badessa: i chiarimenti
Il dirigente Leone ha illustrato nel dettaglio la situazione dello scarico proveniente da Cala Badessa, segnalando che le griglie esistenti, pur concepite per impedire il transito dei rifiuti solidi, non riescono a trattenere materiali di piccole dimensioni che finiscono per raggiungere i fondali. Ha tuttavia precisato che il problema è in fase di avanzata trattazione tecnica, essendo ABC impegnata nella redazione di un masterplan per l'area occidentale della città, comprensivo dei territori di Bagnoli e Coroglio.
Speranza, per ABC, ha fornito un quadro circostanziato del funzionamento dell'impianto di Coroglio e delle misure in atto. Ha chiarito che in assenza di precipitazioni l'impianto non riversa alcunché in mare, e che solo eventi di guasto potrebbero determinare situazioni anomale, fronteggiabili grazie a un presidio operativo attivo ventiquattr'ore su ventiquattro.
In caso di piogge moderate, le portate vengono integralmente pompate verso l'impianto di Cuma; solo in presenza di precipitazioni più intense il sistema — per come è stato originariamente progettato — determina uno sfioro in mare. In tali circostanze, il sistema di grigliatura a maglie larghe non trattiene i materiali di piccole dimensioni quali fazzoletti e assorbenti. Ha tuttavia annunciato che sono in corso la progettazione e l'installazione di una grigliatura fine a monte dello sfioro, in grado di bloccare il novanta per cento di tali materiali, riducendo drasticamente gli episodi di immissione in mare di rifiuti.
Nel frattempo, ABC ha avviato un intervento di manutenzione straordinaria con nuove pompe per ridurre gli apporti, ed è stato installato un sistema di boe per il contenimento dei materiali plastici galleggianti. L'ampliamento strutturale dell'impianto, che costituisce la soluzione definitiva, è affidato a Invitalia, cui ABC ha già indicato le azioni preliminari necessarie per migliorarne la funzionalità nell'immediato.
Nelle conclusioni il presidente Migliaccio ha evidenziato che la commissione, acquisite le spiegazioni tecniche, monitorerà sulla situazione e favorirà il confronto tra tutti i soggetti coinvolti.