Lettera aperta al sindaco di Avellino Nello Pizza, da parte di Nunzio Marotta, in qualità di cittadino.
?Le scrivo questa lettera aperta non solo come cittadino attento al futuro di Avellino, ma come uomo che nel Centro Storico ci è nato, ci è cresciuto e vi ha investito la propria vita, gestendovi un’attività commerciale per ben trent'anni. Anche se oggi non risiedo più in quel quartiere e quella saracinesca è ormai abbassata - specchio di una crisi profonda -, il mio legame viscerale con queste strade, con la nostra storia e con la comunità non si è mai spento. È proprio questa esperienza sul campo che mi spinge a sottoporre alla Sua attenzione un'idea che mi assilla e che ritengo fondamentale per la rinascita urbana e commerciale della nostra città: il ritorno del mercato nel cuore di Avellino e la rifunzionalizzazione produttiva della Dogana.
?Da ex commerciante che conosce profondamente le dinamiche del centro antico, so bene che il suo rilancio è una priorità da perseguire certamente anche attraverso strumenti di regolamentazione come la ZTL. Sono tuttavia convinto che la linfa vitale, fondamentale e decisiva, possa arrivare solo dal ritorno del mercato. Questa proposta nasce dall'osservazione di ciò che accade in molte altre realtà italiane ed europee, dove il mercato non è un mero spazio di compravendita, ma un vero motore di rigenerazione urbana e di aggregazione sociale.
?1. I Benefici della Rivitalizzazione
?Aumento del flusso pedonale: Riportare le bancarelle in aree come il Centro Storico, la zona del Duomo e le piazze centrali costringerebbe i cittadini a riappropriarsi di spazi che oggi, purtroppo, restano deserti e spettrali per quasi tutta la settimana.
?Indotto per le attività fisse: Bar, ristoranti e i pochi negozi di vicinato superstiti trarrebbero un beneficio vitale dal passaggio di migliaia di persone. Questo contrasterebbe concretamente la desertificazione commerciale che io stesso ho vissuto sulla mia pelle, incoraggiando i giovani a investire nel cuore della città, rimpinguando le casse comunali (TARI) ed evitando la dolorosa "fuga verso il Nord".
?Identità e tradizione: Il mercato "sotto casa" restituirebbe ad Avellino quell'atmosfera di borgo vivo, antico e pulsante, che si è persa con il trasferimento nell'area di Campo Genova, percepita dai cittadini come isolata e priva di anima.
?2. Il Modello del "Mercato Diffuso"
?Conoscendo le logiche del commercio, non auspico un ritorno massiccio, caotico e disordinato, bensì una soluzione mista, moderna e razionale:
?Distribuzione nelle piazze: Suddividere le categorie merceologiche in modo strategico (ad esempio: i fiori a Piazza Amendola, l'agroalimentare a Piazza del Popolo, l'abbigliamento lungo via Nappi, Corso Umberto I e l'area antistante il Teatro Carlo Gesualdo).
?Mercati tematici: Potenziare appuntamenti fissi dedicati all'artigianato e all'antiquariato lungo il Corso durante le domeniche pedonali.
?3. La Dogana: da contenitore vuoto a vetrina dell'Irpinia
?Signor Sindaco, sento continuamente parlare di "centri culturali", ma la realtà che abbiamo sotto gli occhi è ben diversa. Avellino conta già quattro strutture di questo tipo — il Casino del Principe, Villa Victor Hugo, l'ex cinema Eliseo e Villa Amendola — che allo stato attuale risultano inoperanti e incapaci di portare un qualunque beneficio concreto alla comunità. Creare l'ennesimo "contenitore vuoto" con la Dogana sarebbe un altro errore enorme, oltre che un inutile salasso per le casse pubbliche in termini di manutenzione.
?La Dogana deve invece trasformarsi in un polo di attrazione economica e turistica: un Mercato d'Eccellenza sul modello della celebre Boqueria di Barcellona.
?Prodotti DOC e DOP: Uno spazio vivo, aperto tutti i giorni, dedicato alle eccellenze irpine (vini, oli, castagne, tartufi, formaggi).
?Degustazione: Corner destinati al consumo immediato dei prodotti locali, capaci di attrarre visitatori e creare un punto di ritrovo quotidiano per i giovani e le famiglie.
?Autofinanziamento: Una struttura a gestione commerciale che generi economia circolare, coprendo autonomamente i propri costi senza pesare sulle tasche dei contribuenti.
?4. Sfide logistiche e soluzioni
?Per rendere sostenibile questo progetto nel 2026, l'Amministrazione deve governare i servizi con rigore:
?Piano parcheggi: Utilizzo strategico di aree di sosta come l'ex Mercatone o Campetto Santa Rita, supportate da un sistema di navette ecologiche e frequenti verso il centro storico.
?Igiene e sicurezza: Un servizio di pulizia e sanificazione radicale e immediata post-mercato, abbinato al rispetto rigoroso dei varchi di sicurezza e di soccorso.
?Riportare il mercato e far rivivere la Dogana in chiave produttiva è una scelta politica forte e coraggiosa. Significa decidere che il centro antico di Avellino deve tornare a essere un luogo di vita quotidiana, di lavoro, di relazioni e di economia attiva, e non un salotto museale, spento di giorno e frequentato solo per la movida serale.
?Io sono nato in questo quartiere e ci ho lavorato per trent'anni: ne ho vissuto i tempi d'oro e ho assistito al suo progressivo svuotamento. Spero di cuore che queste riflessioni, dettate da un profondo amore per la mia terra e da una vita di esperienza sul campo, possano trovare ascolto e spazio nell'azione amministrativa della Suav Giunta. Con profondo rispetto per le Istituzioni e immutato amore per la nostra città.