Montefalcione

di Paola Iandolo 

Chiesti termini a difesa da un difensore e slitta al primo ottobre l’udienza preliminare per i cinque imputati, accusati dell'omicidio colposo della sedicenne di Montefalcione, Mariantonietta Cutillo, folgorata nella vasca da bagno. I cinque - a vario titolo - sono accusati anche  di frode in commercio e detenzione per la vendita o la messa in circolazione di prodotti industriali con marchi o segni distintivi mendaci (caricabatteria per telefono). Il magistrato che ha condotto gli accertamenti, il pm Cecilia De Angelis, ha firmato la richiesta di rinvio a giudizio nei loro confronti. In aula a rappresentare la Procura il pm Marco Auciello. La famiglia della vittima si è costituita parte civile, rappresentata dall’avvocato Fabio Tulimiero.


Le indagini con il contributo del Racis

Le indagini, sono state svolte dai militari della Compagnia di Mirabella Eclano e coordinate dalla Procura di Avellino. Indagini eseguite anche con il contributo del Reparto tecnologie informatiche del Racis che hanno accertato, l’esistenza nella tipologia del caricabatterie utilizzato dall’adolescente di difetti di fabbricazione di uno dei componenti interni. Più precisamente il condensatore ceramico a disco di questo particolare prodotto di importazione cinese, dopo essere stato sottoposto ad accertamenti tecnici non ripetibili, avrebbe mostrato difetti riconducibili alla scarsa qualità tecnica del materiale con il quale tali dispositivi sono realizzati. 

Le accuse 

Gli imputati avrebbero importato e commercializzato il caricabatterie dotato di condensatore ceramico (CY1) non conforme alle regole dell’arte in materia di sicurezza, avrebbero omesso di ottemperare agli obblighi loro imposti in materia di sicurezza e conformità del prodotto, determinando la morte di Maria Antonietta Cutillo, deceduta, come stabilito dall’esame autoptico “in seguito a folgorazione da contatto elettrocuzione da corrente elettrica domestica dalla trasmissione di scarica elettrica derivante dal caricabatteria , dotato di condensatore ceramico non conforme alle regole in materia di sicurezza in quanto danneggiato a causa della scarsa qualità tecnica del materiale utilizzato. I tre importatori cinesi e i due imprenditori italiani avrebbero imposto un marchio e un'etichetta cartacea adesiva che veniva sovrapposta sull’originario marchio stampato suI caricabatterie, consegnando agli acquirenti il caricabatterie dotato di condensatore ceramico (CY1) non conforme in materia sicurezza.