Benevento

Tutte condannate dal Tribunale, con pena superiori in due casi a quelle chieste fal pm Flavia Felaco, le tre persone coinvolte in una indagine della guardia di finanza su una presunta bancarotta fraudolenta.

Nel dettaglio: 6 anni a Saverio Moschillo, 4 anni e 10 mesi ad Alessandra Moschillo, 3 anni a Francesco Lovreglio, tutti di Ariano Irpino. Nel mirino degli inquirenti il fallimento, decretato dal Tribunale sannita nel maggio 2018, della 'Malf srl', una società operante nel settore immobiliare, di cui Saverio Moschillo era stato amministratore unico e liquidatore. Alessandra Moschillo, invece, era indicata come amministratore unico della 'Regia srl', Lovreglio della 'Tiberpo srl'.

Attenzione puntata sulla tenuta dei libri e delle scritture contabili della 'Malf'', in modo da non rendere possibile, a detta della Procura, la ricostruzione del patrimonio o del movimento degli affari, su un contratto di comodato con la 'Regia' per un immobile a Milano, sulla partecipazione sociale che la 'Malf' aveva nella 'Tiberpo', con una villa di pregio a Capri che, secondo l'accusa, era confluita nel patrimonio della 'Saco srl'.

Operazioni che avrebbero causato il fallimento, con quella villa, del valore stimato in oltre 5 milioni di euro, che sarebbe stata sottratto alla garanzia dei creditori.

Questa mattina la discussione, poi la sentenza di primo grado per gli imputati, assistiti d'ufficio dall'avvocato Fabio Russo, nominato dal Tribunale dopo il 'no' alla richiesta di rinvio per un legittimo impedimento avanzata in due distinti momenti dai difensori.

Per i Moschillo e Lovreglio anche il risarcimento dei danni in favore del fallimento 'Malf', con l'avvocato Domenico D'Amico.