Montemiletto

di Paola Iandolo 

Nell'inchiesta ribattezzata “Sistema Caprio”, una delle più vaste indagini sugli appalti pubblici degli ultimi anni tra le province di Caserta e Benevento - risulta indagato a piede libero anche un tecnico irpino: P.A. di Montemiletto. Un fascicolo che coinvolge complessivamente 54 persone tra imprenditori, professionisti, tecnici, funzionari pubblici e dipendenti.

Le accuse

Secondo l’ipotesi accusatoria, al centro della vicenda vi sarebbe un articolato sistema riconducibile ai fratelli imprenditori Francesco, Luigi e Ubaldo Caprio, originari di Casal di Principe. Per gli inquirenti, dietro una serie di società formalmente autonome si sarebbe celato un unico centro decisionale capace di orientare l’assegnazione degli appalti pubblici attraverso una rete di rapporti e presunte utilità illecite.

Il coinvolgimento dei professionisti piacenti

L’obiettivo sarebbe stato quello di conquistare il maggior numero possibile di gare pubbliche. Un meccanismo che, sempre secondo la Procura, avrebbe agito attraverso la presunta individuazione di professionisti compiacenti, la scelta di componenti delle commissioni di gara ritenuti favorevoli e la conseguente alterazione della concorrenza tra le imprese partecipanti.

Il rigetto delle misure cautelari

L’inchiesta ha portato la Procura di Santa Maria Capua Vetere a chiedere misure cautelari per 32 indagati: tredici richieste di custodia in carcere, sedici arresti domiciliari e tre divieti di dimora in Campania. Richieste che però non hanno trovato accoglimento da parte del gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, Mauro Bottone. Il pubblico ministero ha impugnato il rigetto e la decisione potrebbe arrivare a settembre.