Avellino

"Ultimatum di due mesi ai Comuni morosi o sarà denuncia alla Corte dei Conti. Senza stipendi entro il 10, d'accordo con Cgil, Cisl e Uil, scatterà il blocco totale.

In merito alle recenti dichiarazioni del neo presidente della Provincia di Avellino, Fausto Picone, sullo stato finanziario di Irpiniambiente, sulla necessità di verificare i contenziosi in atto e sulla morosità di ben 93 Comuni, interviene la Ugl igiene ambientale, per nome e per conto del segretario provinciale Nunzio Marotta, per esprimere la propria posizione e tracciare una linea d'azione sindacale invalicabile a tutela dei lavoratori.

"Apprezziamo davvero la posizione del nuovo presidente della Provincia", dichiara il segretario Nunzio Marotta, "e riconosciamo il valore del suo impegno immediato nel sollecitare i Comuni affinché si rimettano in regola con i pagamenti. È un passo necessario ed è giusto che il Presidente si ponga in una posizione di stimolo e invito verso i sindaci".

La Ugl condivide anche l'intenzione del Presidente di voler fare piena luce sui bilanci:

"Fa benissimo il presidente della Provincia a voler verificare cosa ci sia dietro i bilanci e a voler quantificare con precisione tutti i contenziosi aperti. Tuttavia, come sigla sindacale, vogliamo sottolineare un aspetto fondamentale: in una società come Irpiniambiente, che svolge esclusivamente un servizio pubblico per conto dei Comuni, questi contenziosi non nascono dal nulla. Sono la diretta conseguenza della cronica mancanza di liquidità prodotta dalle stesse amministrazioni comunali con i loro mancati pagamenti.

Se ci sono debiti o contenziosi legali da pagare, la responsabilità è interamente a carico dei Comuni. Non è certo colpa dell'operatore ecologico che compie il proprio dovere in strada ogni giorno, né di qualche scelta arbitraria interna alla società. È il sistema delle morosità comunali che ha generato questo circolo vizioso".

Il segretario Marotta evidenzia inoltre un paradosso che fa sorgere forti sospetti sulle reali intenzioni di alcune amministrazioni:

"Questa è una storia vecchia. Un buco di oltre 30 milioni di euro non si crea in una settimana o in un anno. Anzi, la sensazione amara è che vi sia quasi la volontà politica di affossare la società pubblica a beneficio dei privati. Tanto è vero che per i Comuni che sono andati via, decidendo di uscire da Irpiniambiente, i soldi si trovano subito: già il giorno 5 del mese i bonifici verso le società private che svolgono lo stesso servizio sono pronti e liquidati. Come mai verso i privati c'è questa puntualità svizzera, mentre verso la società pubblica e i suoi lavoratori si accumulano ritardi e omissioni milionarie?".

Per la Ugl, l'azione di recupero crediti a lungo termine deve avere tempi strettissimi e perentori:

"I sindaci devono regolarizzare la propria posizione entro un massimo di uno o due mesi per chiudere definitivamente la questione. Non si può più aspettare. Se i Comuni non rispetteranno questo termine stringente, riteniamo che l'unica strada sia quella di agire con impeto e urgenza: andare direttamente alla Corte dei Conti e denunciare formalmente quegli amministratori che hanno di fatto distratto i soldi della Tari versati dai cittadini".

Ma la vera urgenza riguarda la scadenza imminente del mese in corso, su cui il sindacato si muove in piena unità e senza tentennamenti:

"Vogliamo ricordare che le sigle sindacali Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno ancora aperto un tavolo in Prefettura proprio per monitorare costantemente la posizione degli incassi di Irpiniambiente.

La priorità assoluta resta garantire il pagamento regolare degli stipendi ai lavoratori entro il giorno 10 di questo mese.

Su questo punto non faremo sconti a nessuno. Se la liquidità non arriverà e i lavoratori non saranno pagati nei termini stabiliti, la Ugl, d'intesa con i colleghi delle altre sigle sindacali, assumerà una posizione netta e intransigente: scatterà il blocco totale di tutti i servizi. La dignità dei dipendenti e il loro salario non possono essere la corda di un tiro alla fune tra i Comuni morosi e la società