Avrebbero minacciato il titolare ed alcuni operai dello scasso nel quale era stata demolita l'auto rubata alla moglie di uno di loro. E' la prospettazione della Procura rispetto ad un episodio per il quale è stato chiesto il rinvio a giudizio di due fratelli di Casalnuovo e Brusciano – un 42enne ed un 41enne – e di un 60enne di Airola. Diverse le accuse, alle quali potrebbe aggiungersi quella di rissa: una modifica del capo di imputazione che il pm Patrizia Filomena Rosa ha chiesto di valutare dopo l'esame al quale si è sottoposto il 42enne, che ha scelto il rito abbreviato, dinanzi al gup Maria Di Carlo, che ha ordinato di accertare l'esistenza di un sistema di videosorveglianza, funzionante all'epoca, e le modalità di rinvenimento dell'arma.
La vicenda risale al giugno 2023, il punto di partenza è il furto di una Opel Mokka, compiuto a Casalnuovo, di proprietà della coniuge del 42enne, che l'aveva denunciato ai carabinieri.
Secondo gli inquirenti, il veicolo sarebbe stato trasportato ad Airola e demolito in uno scasso, dove i militari avevano trovato la carcassa. La Procura sostiene che il 42enne avrebbe raggiunto lo scasso in provincia di Benevento portandosi dietro una Beretta carica di sette colpi, uno in canna, che i carabinieri avevano scovato nell'erba, lateralmente al deposito. Un'arma risultata rubata nel 2019, che sarebbe stata adoperata contro un gruista e due operai, con la minaccia che avrebbe sparato se non gli avessero restituito la macchina.
Infine, il 41enne, giunto ad Airola, avrebbe colpito con calci e pugni il proprietario dello scasso – prognosi di 10 giorni -, ed avrebbe chiesto al fratello di dargli la pistola perchè doveva far fuoco.
Il 42enne è difeso dall'avvocato Antonio Tgerraccaino, il 41enne dall'avvocato Alerssandro Della Ratta e il 60enne dall'avvocato Pasquale Moscato. Nuovo appuntamento in aula il 18 marzo 2027.