La notizia arrivata dai Caraibi ha profondamente scosso la comunità di Caserta, lasciando nello sconforto i tanti residenti di Corso Giannone che la conoscevano e le famiglie della scuola De Amicis, frequentata dalle due figlie di 4 e 10 anni di Francesca Valentino. La 45enne (avrebbe compiuto 46 anni tra pochi giorni) è la vittima del devastante incendio che ha distrutto le aree comuni del resort Bravo Viva Dominicus Beach a Bayahibe, nella Repubblica Dominicana.
Francesca non era una turista qualunque: era una donna che a Caserta aveva le sue radici più profonde e il suo presente. In Corso Giannone, Francesca era una figura di riferimento, il vero e proprio perno della famiglia. Viveva in un appartamento con il marito - un cittadino dominicano che oggi lavora a Caserta come guardia giurata - e le loro due bambine. Nello stesso stabile, in un alloggio attiguo, vivono l'anziano padre, noto ex primario medico (Francesca aveva perso la madre da adolescente), e il fratello con il figlio. Un nucleo unito, protettivo, che oggi si ritrova privato del suo centro di gravità.
La Farnesina: iter complesso per il rientro della salma
Proprio sul passato della donna e sui suoi legami con la Repubblica Dominicana si concentrano le prime verifiche burocratiche per comprendere come gestire il rientro della salma e l'assistenza ai familiari. Contattata dalla redazione di Ottochannel (Canale 16), la Farnesina ha confermato che Francesca Valentino non era più iscritta all'AIRE (Anagrafe degli Italiani Residenti all'Estero). La donna risultava a tutti gli effetti regolarmente residente a Caserta. Dopo aver vissuto per diversi anni a Santo Domingo - un'avventura nata insieme al fratello e raccontata anche nel programma di Sky "Mollo tutto e cambio vita" - Francesca aveva infatti deciso di fare marcia indietro. Nel 2020 aveva scelto di ristabilirsi definitivamente in Campania per crescere qui le sue figlie e accudire i propri cari, dedicandosi interamente alla famiglia e al bed & breakfast che gestiva a Caserta proprio insieme al fratello. Quel viaggio a Bayahibe, interrotto tragicamente dal fuoco, doveva essere solo una parentesi di vacanza per rivedere i luoghi della sua giovinezza.
La trappola sulla spiaggia di Bayahibe
La dinamica dell'incidente, su cui le autorità dominicane hanno aperto un'indagine, si fa sempre più nitida e drammatica. Quando le fiamme hanno avvolto le aree comuni del resort, scatenando il panico tra centinaia di ospiti, Francesca e il marito hanno cercato la fuga verso la spiaggia, ritenuta il luogo più sicuro. Proprio sul bagnasciuga, però, il vento ha convogliato una densa e letale coltre di fumo e monossido di carbonio proveniente dal rogo. Francesca è stata investita in pieno dalla nube tossica, accusando un'immediata e gravissima crisi respiratoria che le ha fatto perdere i sensi. Nonostante la corsa disperata verso il centro sanitario di La Romana a bordo di un'auto privata, ogni tentativo di rianimazione è risultato vano.
Diplomazia al lavoro
Il caso è seguito minuto per minuto dal Ministero degli Affari Esteri. L'ambasciatore italiano a Santo Domingo, Sergio Maffettone, si è recato immediatamente in ospedale per stringersi attorno al marito di Francesca, garantendo il totale supporto legale, logistico e assistenziale della diplomazia italiana per il delicato iter di rimpatrio della salma in Campania. Sul posto sono intervenuti anche i vertici del governo dominicano e il capo della Protezione Civile locale per accertare eventuali responsabilità civili e penali della struttura alberghiera nella gestione dell'emergenza.