Nessuno può voltarsi dall’altra parte davanti a chi cerca protezione e sicurezza. Papa Leone XIV lo ha detto all’Angelus in Piazza San Pietro, rilanciando il tema dei rifugiati come una delle priorità del suo pontificato e collocando l’accoglienza dentro una responsabilità morale e politica che riguarda le coscienze dei singoli e dei governi.
Il Pontefice ha ricordato la Giornata mondiale del Rifugiato, celebrata il 20 giugno, nel 75° anniversario della Convenzione sullo status dei rifugiati. Una ricorrenza che, nelle parole del Papa, deve continuare a interrogare i responsabili delle Nazioni e a illuminare le scelte di chi ha il compito di proteggere persone costrette a lasciare terra, casa e famiglia.
L’appello da Piazza San Pietro
Dopo la preghiera mariana, Leone XIV ha esortato ad accogliere le vittime di persecuzione perché possano vivere in pace, con dignità e guardare al futuro con speranza. L’appello arriva in un momento in cui guerre, instabilità, povertà e persecuzioni continuano ad alimentare le rotte dei migranti verso l’Europa.
Il messaggio si inserisce in una linea di continuità con l’attenzione che la Chiesa ha dedicato negli ultimi anni alle persone in fuga. Ma nel pontificato di Leone XIV il tema assume già un profilo preciso: non solo compassione, ma richiesta di responsabilità, protezione e vie di accoglienza capaci di mettere al centro la dignità umana.
Dalle Canarie a Lampedusa
La rotta dei migranti è entrata con forza anche nell’agenda dei viaggi del Papa. Nelle scorse settimane, durante il viaggio apostolico in Spagna, Leone XIV ha fatto tappa alle Canarie, luogo simbolico degli approdi sulla rotta atlantica, richiamando l’Europa a non chiudersi davanti a chi fugge da guerre, crisi e povertà.
Il 4 luglio il Pontefice sarà a Lampedusa, isola diventata negli anni una delle frontiere più drammatiche e più simboliche del Mediterraneo. Il programma ufficiale prevede anche una sosta alla Porta d’Europa, al cimitero e al Molo Favaloro, con il saluto ad alcuni migranti e la celebrazione della Messa. È un passaggio dal forte valore ecclesiale e civile, nel luogo in cui Papa Francesco compì nel 2013 il suo primo viaggio in Italia.
La memoria dei morti in mare
Il richiamo di Leone XIV arriva mentre associazioni e comunità religiose continuano a ricordare chi ha perso la vita nei viaggi verso l’Europa. La Comunità di Sant’Egidio e Genti di Pace hanno promosso la veglia ecumenica “Morire di Speranza”, celebrata anche a Milano, dopo quella di Roma nella basilica di Santa Maria in Trastevere.
Il filo che unisce l’Angelus, le Canarie, la futura visita a Lampedusa e il ricordo dei morti in mare è lo stesso: impedire che la tragedia dei rifugiati diventi abitudine. Per il Papa, accogliere chi fugge non è un gesto accessorio, ma una scelta che misura la qualità umana e politica delle società.