Leone Melillo sarà in Argentina per promuovere un accordo di cooperazione interistituzionale e internazionale con la Universidad de San Isidro di Buenos Aires: un’intesa pensata per trasformare scambi accademici, ricerca e inclusione in leve concrete di sviluppo tra le due sponde dell’Atlantico.
Il piano prevede percorsi di educazione e formazione alla cooperazione internazionale, con la promozione della cultura storico-sociale nelle scuole e negli atenei, coltivando la coscienza del cittadino italiano nel mondo.
Una visione che supera i confini disciplinari e geografici, chiamando in causa responsabilità civica, memoria collettiva e apertura globale.
L’intesa punta, inoltre, ad attivare progetti didattici e di ricerca che coinvolgano attivamente docenti e studenti, con l’obiettivo di generare progresso scientifico, tecnologico e occupazionale. Non un semplice scambio di programmi, ma laboratori, cantieri progettuali e reti di collaborazione capaci di produrre impatto reale nei territori e nelle comunità accademiche coinvolte.
Un capitolo centrale riguarda l’inclusione: migliorare l’accoglienza e la qualità delle relazioni per favorire la partecipazione delle diversità e delle abilità differenti. Dall’accessibilità dei percorsi formativi al supporto personalizzato, la cooperazione si misura qui sulla capacità di non lasciare indietro nessuno.
Per garantire continuità e solidità operativa, è prevista la costituzione di un comitato tecnico-scientifico con funzioni di progettazione, programmazione, realizzazione e valutazione. Un organismo chiamato a trasformare principi e obiettivi in roadmap, metriche e risultati misurabili, assicurando trasparenza e qualità lungo tutto il ciclo dei progetti.
Nel segno di una diplomazia della conoscenza, il viaggio di Melillo a Buenos Aires vuole scrivere un capitolo nei rapporti tra Italia e Argentina: un patto che mette le persone al centro, scommettendo su educazione, ricerca e inclusione per uno sviluppo condiviso.