La Campania mostra due volti nella nuova fotografia dell’Indice di vivibilità climatica 2026 pubblicato dal Corriere della Sera con Il Meteo. Da un lato c’è la tenuta delle province costiere, con Napoli e Salerno nella parte alta della graduatoria nazionale. Dall’altro emergono criticità più marcate nelle aree interne e nel Casertano, con Benevento e Caserta collocate nelle posizioni più basse della classifica complessiva.
Il quadro generale assegna a Napoli il miglior risultato regionale: la provincia è 24esima in Italia con 656 punti. Subito dopo arriva Salerno, 27esima con 650,9 punti. Più distanziata Avellino, al 51esimo posto con 605,8 punti. Il dato peggiora sensibilmente per Benevento, 97esima con 535,8 punti, e per Caserta, 104esima con 507,5 punti.
La Campania a due velocità
La classifica conferma una frattura climatica interna alla regione. Le province affacciate sul mare beneficiano di condizioni più equilibrate, mentre le aree interne pagano maggiormente escursioni termiche, caldo intenso e parametri meno favorevoli nella media degli indicatori. Il risultato non racconta soltanto la piacevolezza del clima, ma anche la capacità dei territori di reggere l’impatto di fenomeni sempre più frequenti e percepiti nella vita quotidiana.
Napoli resta la provincia campana più competitiva nell’indice complessivo. Il suo piazzamento nella prima parte della graduatoria nazionale indica una condizione climatica relativamente favorevole, soprattutto se confrontata con altre grandi aree urbane italiane. Salerno segue da vicino e conferma un profilo positivo, ma con un elemento molto evidente: è la provincia italiana più esposta alle ondate di calore secondo l’indicatore specifico pubblicato dal Corriere.
Salerno prima per ondate di calore
Nella scheda dedicata alle ondate di calore, Salerno occupa il primo posto nazionale con 94 eventi. L’indicatore misura i giorni consecutivi con temperatura media superiore alla media storica, con una soglia minima di quattro giorni. È un dato che pesa molto nella lettura del clima campano, perché colloca la provincia in cima alla graduatoria italiana per persistenza del caldo.
Lo stesso territorio, però, compare anche nella parte bassa della classifica dei giorni freddi. Salerno è 107esima con zero giorni in cui la temperatura massima resta inferiore a 3 gradi. Il dato conferma una caratteristica ormai evidente: in alcune aree della regione il freddo intenso è sempre più raro, mentre gli episodi di caldo prolungato diventano un tratto strutturale del clima locale.
Benevento e il peso degli sbalzi termici
Il dato più significativo per le aree interne riguarda Benevento. La provincia è seconda in Italia per escursione termica, con una differenza media annuale tra temperatura massima e minima pari a 12,4 gradi. È un indicatore importante perché racconta la distanza tra caldo diurno e raffrescamento notturno, un elemento che incide sulla vivibilità, sull’agricoltura, sui consumi energetici e sulla salute delle fasce più fragili.
Il risultato di Benevento aiuta a spiegare anche la sua posizione arretrata nella classifica generale. Una forte escursione termica può rendere più complessa la gestione del comfort climatico, soprattutto nei mesi di transizione e nelle aree meno mitigate dalla presenza del mare. È il segnale di un territorio che vive condizioni diverse rispetto alla fascia costiera e che appare più esposto agli sbalzi.
Avellino a metà classifica
Avellino si colloca in una posizione intermedia, 51esima nella graduatoria nazionale. Il dato la pone al centro del quadro campano: non registra le performance positive di Napoli e Salerno, ma nemmeno le criticità più nette di Benevento e Caserta. Per l’Irpinia, il clima resta un fattore di equilibrio fragile, segnato dalla natura interna e montana del territorio, ma non tale da spingere la provincia nella parte più bassa dell’indice.
Il risultato conferma una condizione climatica meno estrema rispetto ad altre aree interne del Mezzogiorno, anche se la lettura complessiva impone attenzione. Le classifiche climatiche non vanno intese come semplici graduatorie di qualità della vita, ma come strumenti utili per valutare l’adattamento dei territori a caldo, precipitazioni, vento, umidità e variazioni termiche.
Caserta chiude la graduatoria regionale
Il dato più critico in Campania è quello di Caserta, 104esima su scala nazionale. La provincia occupa la posizione più bassa tra quelle campane e resta lontana dai risultati delle aree costiere meglio piazzate. Il punteggio di 507,5 segnala una combinazione sfavorevole di parametri, in un territorio che negli ultimi anni ha vissuto con crescente frequenza giornate calde, stress climatico e condizioni urbane difficili.
Nel complesso, la classifica disegna una regione attraversata da differenze profonde. Napoli e Salerno restano nella fascia migliore della Campania, pur con la forte pressione del caldo sulla provincia salernitana. Avellino conserva una posizione mediana, mentre Benevento e Caserta mostrano le maggiori fragilità. Il clima, ormai, non è più soltanto una cornice ambientale: diventa un indicatore concreto della vivibilità dei territori e della loro capacità di prepararsi a stagioni sempre più estreme.