I dati pubblicati dal Sole 24 Ore riguardo alla fuga dei giovani riaccendono il dibattito sul futuro del Sannio e sul progressivo spopolamento che interessa la provincia di Benevento.
Numeri che, secondo i Giovani Democratici, dovrebbero suscitare una profonda riflessione, soprattutto alla luce delle narrazioni ottimistiche che negli ultimi anni hanno accompagnato l'azione di governo del territorio.
A lanciare l'allarme è Stefano Orlacchio, esponente dei Giovani Democratici, che richiama l'attenzione su un dato particolarmente significativo: dal 2019 la provincia di Benevento ha perso l'11,7% della popolazione under 35. Una percentuale che fotografa una realtà ormai evidente a chi vive quotidianamente il territorio.
«Si tratta del grido disperato di una generazione che, dopo anni di studio e formazione, vorrebbe rappresentare una risorsa per la propria terra, ma che troppo spesso si ritrova costretta a cercare altrove opportunità di crescita professionale e personale», sostiene Orlacchio.
Il fenomeno, sottolineano i Giovani Democratici, non può essere ricondotto esclusivamente a responsabilità locali. Lo spopolamento delle aree interne è infatti una questione nazionale che interessa numerosi territori del Mezzogiorno e dell'Italia interna. Tuttavia, secondo il movimento giovanile del Partito Democratico, questo non può rappresentare un alibi per chi ha amministrato il territorio e ha avuto a disposizione strumenti straordinari come le risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR).
Da qui la proposta di avviare una nuova fase di ascolto e confronto con cittadini, associazioni e realtà produttive della provincia. I Giovani Democratici annunciano infatti il lancio di una campagna politica "orizzontale e diffusa", finalizzata a raccogliere idee e costruire proposte concrete per migliorare le condizioni di vita nel Sannio, anche attraverso una collaborazione con il governo regionale.
Al centro della riflessione vi è anche il futuro delle aree interne. Per Orlacchio, il dibattito non può limitarsi alla valorizzazione turistica ed enogastronomica del territorio. «Occorre mettere in campo strumenti strutturali e innovativi», afferma, indicando tra le priorità la detassazione dei giovani lavoratori che scelgono di restare e il potenziamento dei servizi essenziali.
L'obiettivo è favorire la nascita e il consolidamento di una filiera imprenditoriale capace di generare occupazione qualificata e ad alto valore aggiunto, offrendo prospettive professionali coerenti con i percorsi formativi delle nuove generazioni.
Nel suo intervento, Orlacchio esprime inoltre una critica all'attuale clima politico locale, accusato di essere orientato alla conservazione degli equilibri esistenti piuttosto che alla costruzione di un progetto di sviluppo condiviso. Una situazione che, a suo giudizio, contribuisce ad alimentare il senso di sfiducia e di distanza avvertito da molti giovani nei confronti del proprio territorio.
Nonostante le difficoltà, il messaggio finale è rivolto al cambiamento. «Tutto ciò, prima o poi, finirà», conclude Orlacchio, rilanciando la necessità di una nuova stagione politica capace di mettere al centro il futuro delle nuove generazioni e il rilancio delle aree interne.