Avellino

Prosegue ad Avellino il percorso culturale di Gymnasium, la rassegna promossa dal coordinamento
provinciale di Fratelli d’Italia Avellino per riportare al centro del dibattito pubblico il valore della conoscenza, della formazione e della riflessione critica come strumenti indispensabili per la crescita delle persone e delle comunità.

Il secondo appuntamento si terrà sabato 27 giugno alle ore 10.30 presso il Circolo della Stampa di Avellino e vedrà la presentazione del libro “Senza Maschera” di Tommaso Longobardi, alla presenza del Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, del Consigliere Regionale Ettore Zecchino e con la moderazione di Domenico Giordano.

Presidente Ines Fruncillo, che cosa rappresenta Gymnasium?

Gymnasium è una palestra di formazione politica e culturale. Non nasce per aggiungere un appuntamento al calendario degli eventi, ma per restituire profondità alla vita pubblica.

La politica, quando è autentica, non è soltanto amministrazione dell’esistente. È capacità di leggere il proprio tempo, di comprenderne le trasformazioni profonde e di tradurle in visione.

Viviamo una stagione nella quale si moltiplicano le informazioni ma si assottiglia la comprensione, nella quale l’opinione spesso sostituisce la conoscenza e la velocità prevale sulla riflessione. Per questo abbiamo scelto di investire nella formazione, nello studio e nell’approfondimento.

Crediamo che la buona politica nasca dalla conoscenza e che nessuna comunità possa costruire il proprio futuro senza donne e uomini preparati ad interpretare il proprio tempo. Gymnasium nasce esattamente per questo: formare coscienze e contribuire alla costruzione di una nuova classe dirigente.

Perché ha scelto il nome Gymnasium?

Perché richiama l’idea antica della formazione integrale della persona. Nella tradizione classica il gymnasium era il luogo nel quale si educavano il carattere, il pensiero e il senso della responsabilità.

Formare una classe dirigente significa esattamente questo: educare alla complessità, alla disciplina del pensiero, alla consapevolezza che la libertà non coincide con l’istinto ma con la capacità di governare sé stessi.

La politica ha bisogno di donne e uomini interiormente strutturati, capaci di assumersi responsabilità e di comprendere che il consenso è importante, ma il senso delle proprie scelte lo è ancora di più

Qual è il legame tra Gymnasium e l’Irpinia?

L’Irpinia non è una periferia della storia. È una terra che ha generato pensiero, istituzioni e cultura civile. È la terra di Francesco De Sanctis, che ha insegnato all’Italia che la cultura non è un privilegio per pochi ma uno strumento di emancipazione collettiva.

Oggi questa eredità deve essere nuovamente alimentata. Le aree interne non possono essere raccontate soltanto attraverso lo spopolamento o le difficoltà economiche. Custodiscono una profondità culturale, sociale e umana che può rappresentare una risorsa strategica per l’intera Campania.

L’Irpinia può tornare ad essere laboratorio di idee, luogo di elaborazione e di formazione. Può parlare alla regione non come territorio che reclama attenzione, ma come comunità che propone una visione.

Lei insiste molto sulla formazione della classe dirigente. Perché?

Perché nessun territorio si salva senza capitale umano. Le infrastrutture sono fondamentali, gli investimenti sono indispensabili, ma prima ancora servono persone preparate, competenti e consapevoli.

Una classe dirigente non nasce dall’occupazione degli spazi, ma dalla maturazione delle responsabilità. Nasce quando lo studio incontra l’esperienza, quando la competenza si accompagna ai valori e quando l’ambizione personale si trasforma in servizio alla comunità.

La Campania e il Mezzogiorno hanno bisogno di una nuova generazione capace di superare la rassegnazione e di interpretare il cambiamento con coraggio, merito e responsabilità.

Il secondo appuntamento vedrà protagonista Tommaso Longobardi con il libro “Senza Maschera”. Perché questa scelta?

Perché il suo racconto consente di entrare nel cuore di una delle esperienze politiche più significative dell’Italia contemporanea.

Tommaso Longobardi ha accompagnato da una posizione privilegiata il percorso politico e umano di Giorgia Meloni, osservandone dall’interno l’evoluzione, le sfide, i passaggi più complessi e la progressiva costruzione di una leadership che oggi rappresenta una delle esperienze politiche più significative e osservate della politica occidentale contemporanea, capace di affermarsi non soltanto nel panorama nazionale ma anche come punto di riferimento nel dibattito europeo e internazionale. La sua testimonianza offre una chiave di lettura preziosa per comprendere come una leadership autentica prenda forma nel tempo.

Le leadership durature non nascono dall’improvvisazione né dalle mode del momento. Nascono dall’incontro tra identità, visione, coerenza, coraggio e capacità di interpretare il proprio tempo storico.
La vicenda politica del Presidente Meloni rappresenta uno dei casi più significativi di costruzione della leadership democratica nell’Occidente contemporaneo e offre una chiave di lettura preziosa per comprendere il rapporto tra identità, consenso, rappresentanza e governo.

Quale insegnamento offre questa esperienza alle nuove generazioni?

Che la coerenza è una forma di forza. In questo nostro tempo tutto appare provvisorio, fluido e reversibile. Eppure le leadership autentiche si fondano sulla capacità di rimanere fedeli ad una visione pur sapendo interpretare il cambiamento.

La storia di Giorgia Meloni dimostra che la credibilità non nasce dall’adattamento permanente, ma dalla capacità di coniugare identità e innovazione, radici e futuro. La coerenza non è rigidità. È la capacità di mantenere una direzione anche quando il contesto diventa complesso. È una lezione politica, ma prima ancora umana.

Che valore attribuisce alla presenza del Ministro Matteo Piantedosi?

La presenza del Ministro Piantedosi conferisce a questo appuntamento un valore istituzionale particolarmente significativo.

Il suo percorso rappresenta un esempio di competenza, rigore e senso dello Stato. In una fase storica nella quale il rapporto tra cittadini e istituzioni è spesso sottoposto a tensioni e trasformazioni profonde, è importante riaffermare il valore della responsabilità pubblica, della legalità e del servizio alla Nazione.
La sua partecipazione contribuisce ad arricchire un confronto che vuole tenere insieme formazione politica, cultura delle istituzioni e senso dello Stato.

Che ruolo avranno Ettore Zecchino e Domenico Giordano?

Il consigliere regionale Ettore Zecchino porterà il contributo di chi rappresenta il territorio nelle istituzioni regionali e conosce da vicino le sfide e le opportunità che attendono l’Irpinia e la Campania.

Particolarmente significativo sarà anche il ruolo di Domenico Giordano. La sua presenza non si limita alla moderazione dell’incontro.

Giordano è infatti uno dei più autorevoli analisti della comunicazione politica italiana e ha contribuito direttamente al racconto sviluppato da Tommaso Longobardi attraverso le sue analisi sulle dinamiche digitali e sui dati social degli account di Giorgia Meloni.

Il suo contributo consentirà di approfondire non soltanto il racconto di una leadership, ma anche i meccanismi culturali, sociologici e comunicativi che ne hanno accompagnato la crescita e l’affermazione.

Qual è il messaggio che vuole rivolgere ai giovani?

Di non accontentarsi della superficie. Studiate, leggete, approfondite. Coltivate il dubbio, perché il dubbio è spesso il primo passo verso la conoscenza. La libertà non è soltanto un diritto da rivendicare, ma una conquista interiore da costruire ogni giorno.

L’Irpinia e la Campania hanno bisogno di giovani capaci di unire identità e competenza, radici e innovazione, passione e disciplina. Il talento va riconosciuto, ma anche educato. Perché senza formazione il talento resta una possibilità; con la formazione diventa responsabilità.

In conclusione, qual è l’ambizione più profonda di Gymnasium?

Formare coscienze, costruire futuro. Gymnasium vuole essere uno spazio stabile di formazione politica e culturale capace di preparare donne e uomini liberi, competenti e responsabili.

Perché la cultura rende liberi. Ma è la buona politica che trasforma quella libertà in servizio alla comunità.
Ed è proprio da qui che vogliamo ripartire: dalla convinzione che il futuro non si erediti, ma si costruisca attraverso la conoscenza, il merito e la responsabilità.