Sei mesi per finire il nuovo lungomare e non perdere i fondi. A Napoli la riqualificazione tra piazza Vittoria, via Partenope, via Nazario Sauro e via Cesario Console entra nella fase più delicata: quella in cui il cantiere deve correre, mentre la città continua a usarlo, attraversarlo, fotografarlo e contestarlo. La scadenza è il 31 dicembre, termine ultimo per la rendicontazione. Per questo il Comune di Napoli ha siglato un accordo con l’impresa, fissando l’obiettivo della chiusura dei lavori al 30 novembre o comunque entro la fine dell’anno.
L’intervento vale oltre 13 milioni di euro e riguarda circa un chilometro e duecento metri di fronte mare. Il progetto, nato nel 2012 e realizzato dall’attuale amministrazione con l’assessore alle Infrastrutture Edoardo Cosenza, prevede nuova pavimentazione, sottoservizi, pista ciclabile, marciapiedi più ampi e una riorganizzazione degli spazi esterni dei locali. Ma il calendario si è appesantito tra rincari, problemi di approvvigionamento dei materiali e una sequenza di cantieri che ha inciso pesantemente su attività commerciali e fruizione turistica.
La corsa contro la scadenza
Il primo lotto ha riguardato gli impianti di raccolta e smaltimento delle acque piovane lungo tutto il tracciato. Poi è arrivata la fase più visibile, quella della pavimentazione in pietra etnea, rallentata dalla scelta dei materiali e della tecnica di posa più adatta a garantire resistenza e durata. Via Nazario Sauro è stata completata dopo circa un anno di lavori, ma i disagi per bar e ristoranti sono stati pesanti, con cali di fatturato denunciati dagli operatori tra il 70 e il 90 per cento.
Oggi gli operai sono al lavoro davanti ai grandi alberghi di via Partenope, tra la Fontana del Gigante e il centro congressi dell’Università Federico II. Devono ancora aprire o completarsi diversi fronti: i 400 metri davanti a pizzerie e ristoranti tra il centro congressi e via Ugo Foscolo, i marciapiedi interni lato edifici, alcuni interventi residui sulla rotonda e in punti di via Nazario Sauro, oltre alle aree ancora transennate nel tratto appena riaperto tra piazza Vittoria e via Foscolo.
La protesta dei ristoratori
Il malumore più forte arriva dai locali di via Partenope, soprattutto nel tratto tra piazza Vittoria e via Ugo Foscolo. Sette attività hanno perso da mesi centinaia di posti all’esterno, dopo l’apertura del cantiere il 12 gennaio. I titolari parlano di fatturati crollati fino al 70 per cento e temono che la situazione non migliori a breve, perché il prossimo fronte di lavori interesserà anche i marciapiedi lato edifici, cioè proprio gli spazi oggi usati per tavolini e dehors.
Il paradosso, secondo gli operatori, è che il tratto già riaperto conserva ancora recinzioni e disagi, mentre il calendario originario prevedeva la liberazione dell’area tra maggio e luglio. Ora si ragiona su una soluzione temporanea per spostare i tavolini sulla parte di strada appena rifatta, in attesa dell’apertura del nuovo cantiere. Il Comune dovrebbe comunicare a breve le modalità, ma tra i ristoratori resta la preoccupazione per un’estate che rischia di essere compromessa proprio nel momento di maggiore afflusso turistico.
Il nodo del caldo e degli arredi
Accanto ai tempi, c’è il tema della qualità urbana. Residenti, turisti e commercianti riconoscono che il restyling ha migliorato l’immagine del lungomare, ma segnalano un problema evidente nelle giornate di afa: mancano verde, panchine e zone d’ombra. Il nuovo spazio, con ampie superfici pavimentate e pochi ripari, viene percepito come un’isola di calore. È una critica che non riguarda solo l’estetica, ma l’uso quotidiano del fronte mare, soprattutto nelle ore centrali della giornata.
La richiesta è che la conclusione dei lavori non coincida con una semplice restituzione della strada, ma con un vero completamento degli arredi. Il nuovo lungomare dovrà essere più ordinato, più accessibile e più resistente, ma anche vivibile. Senza sedute, alberature, ombra e punti di sosta, la passeggiata rischia di restare bella da vedere e difficile da abitare.
Il futuro dei dehors
Nel progetto finale cambierà anche il volto dei dehors. Il piano coordinato dal direttore generale del Comune di Napoli, Pasquale Granata, con associazioni e ristoratori prevede strutture uniformi, meno posti rispetto al passato e marciapiedi interni più larghi. L’obiettivo è ridurre la frammentazione visiva e restituire spazio ai pedoni, dopo anni di occupazioni disomogenee e strutture diverse tra loro.
Per i commercianti, però, la transizione resta il punto più critico. Accettare meno sedute sarà più facile se il nuovo assetto arriverà in tempi certi e con regole uguali per tutti. Fino ad allora, la percezione dominante è quella di una lunga sospensione: i lavori avanzano, ma a tratti; le aree riaprono, ma non del tutto; il nuovo lungomare si vede, ma non è ancora pienamente disponibile.
Una prova per la città
La riqualificazione del lungomare è una delle opere più simboliche di Napoli, perché interviene sulla cartolina urbana più riconoscibile della città. Per questo ogni ritardo pesa più che altrove. Il cantiere non riguarda solo viabilità, marciapiedi e pavimentazione: tocca il turismo, il commercio, l’immagine pubblica e la vita quotidiana di residenti e lavoratori.
La scadenza di fine anno diventa così un banco di prova per l’amministrazione. Se il cronoprogramma reggerà, nel 2027 la città potrà presentare un lungomare restaurato, più ordinato e coerente. Se invece i ritardi dovessero accumularsi ancora, il rischio non sarebbe solo economico, con la perdita dei fondi, ma politico e urbano: consegnare ai napoletani un’opera attesa da anni ancora prigioniera delle sue recinzioni.