Il Tribunale di Napoli, Sezione Ottava Civile, con sentenza n. 6958/2026 pubblicata il 28 aprile scorso, ha condannato l'Azienda Ospedaliera di Rilievo Nazionale Santobono-Pausilipon al risarcimento del danno non patrimoniale, in favore di una bambina, vittima di una grave malpractice medica. A darne notizia in una nota sono i legali della famiglia della piccola, gli avvocati Vincenzo e Michela Piscitelli che ricostruiscono la vicenda: “La neonata, in data 09/06/2015 era stata affidata alle cure del Centro di Riferimento Regionale per la Retinopatia del Prematuro. I medici in seguito ad una serie di controlli, avevano dichiarato la malattia «ROP regredita», fissando un nuovo controllo addirittura a 4-5 mesi di distanza, un intervallo che si è rivelato fatale.
Valutazione - spiegano i legali - si è palesata non conforme alle condizioni cliniche del paziente che presentava, invece, i segni di una malattia ancora attiva o comunque ad elevato rischio di riattivazione. La condotta alternativa corretta, sarebbe stata quella di riconoscere i segni di una malattia ancora attiva e/o ad elevato rischio di attivazione, ciò avrebbe imposto la programmazione ad un controllo molto più ravvicinato, come previsto dalle line guida per ROP non stabilizzata, tale condotta avrebbe ridotto così l’entità del danno visivo permanente. Questa sentenza rappresenta un importante riconoscimento per la minore e per la sua famiglia, che hanno affrontato un lungo e complesso percorso medico - giudiziario per ottenere giustizia” hanno infine dichiarato gli avvocati Vincenzo e Michela Piscitelli, difensori dei genitori della minore -. La decisione conferma l’importanza di un rigoroso rispetto dei protocolli di monitoraggio nelle patologie neonatali ad alto rischio, dove la tempestività dei controlli può incidere in modo determinante sull’esito clinico del paziente”.
Monitoraggio non corretto di una retinopatia, condanna per il Santobono
La pronuncia del Tribunale sulla vicenda di una bambina
Redazione Ottopagine