di Paola Iandolo
Tentata rapina alla gioielleria Gioie: condannato a tre anni e otto mesi di reclusione l'unico imputato che ha optato per il rito ordinario Stefano Giella. Il giovane di Aiello del Sabato, difeso dall'avvocato Rolando Iorio, ha deciso di non optare per il rito abbreviato, scegliendo di affrontare lì'istruttoria dibattimentale che stamattina si è conclusa con una condanna superiore alla richiesta del pubblico ministero. Il pm Francesco Santosuosso aveva chiesto tre anni e sei mesi di reclusione.
Le dichiarazioni rese durante l'esame imputato
In aula stamane, Stefano Giella ha respinto le accuse, sostenendo di non conoscere nessun altro indagato coinvolto nel tentativo di rapina. Ha detto che non ne sapeva nulla della rapina organizzata ai danni della gioeielleria Gioie di Mercogliano. Ha sostenuto di aver lavorato nell'autolavaggio gestito da Francesco Carlo Liotti fino al all'aprile 2025 e che il giorno della rapina (22 ottobre 2024) stava lavorando, lavando due tre auto che era state consegnate dai clienti. In merito agli aggangi del suo cellulare alle celle presenti nelle immediate vicinanze dell'autolavaggio, ha chiarito che gli capitava spesso di lasciare lì il cellulare. Il suo legale Rolando Iorio - nella discussione finale - ha evidenziato un aspetto preciso: "nessuno degli altri indagati ha mai detto del coinvolgimento di Giella nel tentativo di rapina".
Le condanne con rito abbreviato
A marzo, è stata emessa la sentenza di condanna per gli altri cinque imputati. Francesco Carlo Liotti - considerato il basista del gruppo - è stato condannato a quattro anni di reclusione e 2.400euro di multa rispetto alla richiesta di sei anni di reclusione. Ciro Velotti e Vincenzo Fortunato sono stati condannati a tre anni e quattro mesi di reclusione e 2.200euro di multa, Alessio Di Lernia è stato condannato a tre anni di reclusione e 1800euro di multa. Assolto Salvatore Di Martino per non aver commesso il fatto e a marzo è stata disposta l'immediata scarcerazione.
Le richieste della pubblica accusa
La Procura di Avellino aveva chiesto ed ottenuto dal Gip il processo con giudizio immediato per la tentata rapina alla gioielleria Gioie. La misura firmata dal Gip del Tribunale di Avellino Antonio Sicuranza era stata eseguita dalla Squadra Mobile della Questura di Avellino, agli ordini del vicequestore Aniello Ingenito che avevano effettuato certosine indagini dopo il tentato colpo, sventato dall'arrivo di un altro commerciante del centro di Torrette.
La ricostruzione
Secondo l'accusa i due irpini coinvolti, Liotti e Giella, hanno fornito appoggio al gruppo proveniente da Napoli per realizzare il colpo in Irpinia. Coinvolte anche due donne che si fecero aprire la porta della gioielleria fingendosi interessate ad un acquisto. Dalle pagine dell'ordinanze emerse che una delle due donne tratte in arresto a giugno scorso e fuggita insieme alla complice a bordo di una Fiat Panda era stata reclutata su Tik tok da un'altra donna. Per la sua partecipazione alla rapina le avrebbero consegnato dai 2 ai 3 mila euro.