Benevento

Ha confermato di essere stata toccata. Assistita da un medico, lo ha fatto tra mille difficoltà legate alla sua condizione: quella di una donna che un devastante insulto cerebrale ha reso tetraplegica, costringendola alla sedia a rotelle.

E' di origini straniere, abita in provincia di Napoli e oggi è stata ascoltata, nel contraddittorio tra le parti, nell'incidente probatorio fissato dinanzi al gip Roberto Nuzzo – in aula il procuratore aggiunto Gianfranco Scarfò - nell'inchiesta a carico di S. F., un 66enne, residente in un centro della Valle Vitulanese, accusato di averla molestata sessualmente mentre era degente presso la clinica Maugeri di Telese Terme.

Difeso dagli avvocati Vincenzo Regardi e Roberto Pulcino, dallo scorso maggio l'uomo è sottoposto all'interdizione per un anno ad esercitare la sua professione. Prima che la misura venisse adottata, era stato licenziato dalla struttura nella quale lavorava come operatore. Dalla direzione della Maugeri era partita la segnalazione che aveva innescato l'attività investigativa del pm Maria Dolores De Gaudio e dei carabinieri. Secondo gli inquirenti, avrebbe compiuto “ripetuti atti di libidine e palpeggiamenti in diverse occasioni durante lo svolgimento delle proprie mansioni. In un episodio specifico, l’operatore sarebbe stato sorpreso da una collega mentre molestava la paziente, costretta su una sedia a rotelle”.

Un quadro sul quale pesa ovviamente la necessità di stabilire se la malcapitata, alla luce del suo stato, abbia interpretato, attribuendo ad essi una valenza grave e squallida, i gesti del 66enne, che era già finito nei guai in passato, con un processo che si era concluso con la sua assoluzione da un'identica accusa.