Ci sono proprietari ed eredi degli eredi, molti dei quali residenti all'estero che non hanno alcun interesse alla ricostruzione del quartiere Santo Stefano ad Ariano Irpino.
Quel recinto della vergogna, ridotto ad una selva, provocato da sciacalli che hanno pensato nel corso degli anni solo ai propri interessi non ha più ragione di esistere. Va smantellato e il comune potrebbe addirittura decidere di realizzare una struttura ricettiva, un parcheggio e piccoli alloggi e una piazzetta.
E' di ieri la pesante notizia che sa di svolta. Con sentenza n. 1234/2026 del 26/06/2026, il Tar Campania di Salerno si è espresso in maniera importante sull’annosa questione della mancata ricostruzione del quartiere Santo Stefano.
Il provvedimento giudiziale è stato emesso all’esito di una causa promossa nel 2025 da due condomini della Umi 21/A i quali, assistiti dall’esperto avvocato Luigi Gambacorta, che ha seguito con particolare attenzione l'annosa vicenda, avevano denunciato l’inerzia più che trentennale della civica amministrazione e rappresentato come da troppo tempo siano ancora oggi in attesa di fare rientro nella propria abitazione, abbattuta svariati anni fa e mai ricostruita.
"L'aria è irrespirabile nel rione. Viviamo tra erbacce, rifiuti, fogne, ratti e rettili che si infilano nelle nostre case - ci dice una donna - non ha più senso insistere sulla ricostruzione. Bisogna voltare pagina e intraprendere una nuova strada. Restituite casa a chi ne ha diritto e vive qui in condizioni provvisorie, eliminate tutto e asfaltiamo. Qui nessuno ha interessi. Ci auguriamo che con l'avvento del commissario possa esserci finalmente una svolta. E soprattutto che siano puniti tutti i responsabili di questo scandalo da quando è iniziata questa lunga e tormentata vicenda. Confidiamo nell'avvento del sindaco Mario Ferrante, che si ritrova in mano questa patata bollente frutto di errori di decine e decine di anni, affinchè possa adottare provvedimenti immediati e anche drastici se necessario".