Non solo bande specializzate in gioielli, opere d'arte o fiammanti auto di lusso. A Sorrento, la criminalità locale ha deciso di puntare sulla cura della persona e sull'igiene domestica. Un sodalizio criminale sventato dai Carabinieri che, è proprio il caso di dirlo, ha ripulito un negozio prima di finire a sua volta... "al fresco". I militari dell'Arma hanno tratto in arresto tre persone con l'accusa di furto aggravato, recuperando un bottino decisamente insolito ma dal valore tutt'altro che trascurabile: circa 2.000 euro in prodotti di bellezza e detersivi.
Il palo, le complici e lo zaino della discordia
La dinamica dell'operazione, ricostruita dagli inquirenti, segue il classico canovaccio dei colpi pianificati, se non fosse per la natura della refurtiva. Durante un normale servizio di controllo del territorio, l'attenzione dei Carabinieri è stata catturata da un'auto sospetta parcheggiata a poca distanza da un noto punto vendita di detersivi. Al volante un giovane di 26 anni, fermo in attesa. Un bizzarro "palo" per un casalingo disperato? Non proprio. Pochi istanti dopo, la scena si è completata con l'arrivo delle due complici: una donna con una capiente busta della spesa, l'altra con uno zaino visibilmente pesante sulle spalle. Alla vista delle divise, la seconda donna ha tentato il più classico e maldestro dei gesti: disfarsi dello zaino lasciandolo cadere a terra. Un tentativo di dissimulazione fallito sul nascere.
Una perquisizione "profumata": 93 confezioni nel bagagliaio
I Carabinieri hanno immediatamente bloccato i tre, dando il via alla perquisizione del veicolo. Se gli investigatori si aspettavano di trovare armi o attrezzi da scasso, si sono dovuti ricredere davanti a un vero e proprio espositore da supermercato itinerante.
Il bilancio del sequestro Stipate tra i sedili posteriori e il bagagliaio dell'utilitaria c'erano ben 93 confezioni di prodotti cosmetici e per la cura della persona. Un carico di creme, lozioni e flaconi pronto per il mercato nero della cosmesi. La merce, del valore complessivo di duemila euro, è stata interamente recuperata e già restituita al legittimo proprietario del negozio, che ringrazia i militari per la tempestività. Per i tre protagonisti della vicenda, invece, il sipario è calato bruscamente: dichiarati in arresto, sono stati trasferiti in carcere in attesa di giudizio davanti al Tribunale competente.