Benevento

"Questa nostra Città, ora la Sua Città è una comunità resiliente con una sua chimica vitale, anch’essa certo nel mulinello della crisi, capitale di un’area dell’interno, del margine, dove la caduta delle nascite è il segno di una capacità di crescita ormai andata persa.

Nonostante questo, tentiamo di rifiatare. Ci siamo impegnati in progetti di rigenerazione urbana e di infrastrutturazioni, pensando sempre a come renderla vivibile.

Non siamo presi dalla Sindrome di Babele ma abbiamo a riferimento la figura biblica di Neemia ricordata nella recente Enciclica di Papa Leone", lo ha detto il sindaco Clemente Mastella accogliendo oggi in città il nuovo Arcivescovo di Benevento Monsignor Autuoro e richiamando la figura di Neemia, simbolo della collaborazione per il bene collettivo richiamata nell'enciclica Magnifica Humanitas di Leone XIV.

"Sappiamo bene che è difficile fare cose difficili ma non ci rassegniamo a non pensare e a non decidere quanto è nelle nostre capacità - ha proseguito Mastella - impegnandoci quasi una sorta di astuzia nel trarsi d’impaccio per prosciugare malcontento e disagio sociale onde evitare che la rabbia possa salire lungo il crinale delle Istituzioni".

"La ricevo Monsignor Autuoro, come Sindaco di Benevento e a nome dei Sindaci della Diocesi. Questi Sindaci, assai spesso esposti alle speranze e alle pretese di tutti. Oggetto di polemiche e di denunce, e molte volte intrappolati in una burocrazia complicata e spesso condizionati da una cronica mancanza di risorse. Ma siamo là, tra la gente, in ascolto, con il desiderio di renderci utili e con la frustrazione di essere spesso criticati", ha detto ancora Mastella.

Il sindaco di Benevento, storico esponente dell'impegno cattolico in politica ha ricordato: "Il Cattolicesimo italiano che ragionava dentro una grammatica della rilevanza intesa come influenza culturale, presenza sociale, centralità educativa, mediazione politica, ha perso la sua storica centralità. Quel momento si va dissolvendo. La cristianità sociologica è tramontata. Di qua una nuova pastorale dove la Chiesa, anche la nostra, più libera e testimoniale, è impegnata come missione a portare Gesù a tutti e tutti a Gesù".

"Siamo oggi nella nostra società una minoranza che può avere e già ha una capacità di generare senso, fraternità, cura, libertà interiore.

Possiamo essere una presenza cristiana significativa senza avere nostalgie. Il suono delle campane scandiva il ritmo delle giornate, le festività religiose, le stagioni e la domenica era il giorno del Signore, oggi banalmente è il secondo giorno del weekend", ha ammonito Mastella. Poi si è rivolto direttamente all'Arcivescovo di Benevento: "Tocca soprattutto ai Pastori, quindi anche a Lei, il compito di dare vita ad un modo diverso di proporre la Fede in Gesù e nel suo Vangelo, capace di toccare il cuore". Dunque la conclusione accorata: "Non avendo lasciato nulla di scritto, Gesù ha fornito i suoi discepoli di una grande libertà di scegliere i modi più opportuni per trasmettere il suo messaggio d’amore. Noi saremo con Lei con i nostri modesti carismi in questa opera di catechesi inedita".