Napoli

Scontro aperto tra la Regione Campania e il Ministero dell’Interno sul nodo della gestione dei flussi migratori e delle strutture di detenzione amministrativa. Il presidente della Regione Campania, Roberto Fico, ha espresso una netta e formale contrarietà alla realizzazione del nuovo Centro di permanenza per il rimpatrio (CPR) ipotizzato dal governo in località "La Piana", nel comune di Castel Volturno (Caserta).

L'affondo è arrivato direttamente dall'aula del Consiglio regionale di Napoli, dove Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi-Sinistra hanno presentato una mozione a prima firma del consigliere Rosario Andreozzi per blindare il territorio dal progetto del Viminale. Un'iniziativa votata favorevolmente da una parte dell'aula e spinta dallo stesso governatore, che ha definito il piano "profondamente sbagliato".

"A Castel Volturno serve sviluppo, non barriere"

Nel corso del suo intervento, il governatore Fico ha tracciato una linea di netta demarcazione rispetto alle attuali strategie centrali: "L'attenzione su Castel Volturno è massima. È un'area che va sviluppata ed integrata con grandi investimenti e prospettive, lavorando in modo ordinato con il Comune e gli attori territoriali. Il CPR a Castel Volturno è profondamente sbagliato, non c'è motivo di farlo lì al di là della legge. No al CPR, mai su questo territorio perché non fa il bene della comunità e delle persone che la abitano". Secondo la linea espressa dalla Regione, l'introduzione di una struttura detentiva per migranti irregolari in un'area già caratterizzata da profonde complessità sociali ed economiche rischierebbe di generare "ancora più problematiche e uno scompenso maggiore".

L'attacco alla Bossi-Fini e il nodo denatalità

L'intervento di Fico ha assunto rapidamente i tratti di una critica strutturale alle politiche migratorie nazionali, considerate oramai anacronistiche di fronte ai mutamenti demografici del Paese. Il fattore demografico: "In un Paese che va sempre più verso la denatalità non possiamo permetterci di non lavorare per promuovere un'immigrazione legale e una politica vera di integrazione, crescita culturale e lavoro". Il presidente campano ha puntato il dito contro i pilastri della normativa italiana, definendo esplicitamente superati sia la legge Bossi-Fini che il meccanismo del decreto flussi: "Mettere barriere non è mai servito a niente. Chi legge l'immigrazione come una paura, o fa propaganda e ideologia, sta sbagliando lettura. Bisogna guardare il merito delle cose e i numeri".

La posizione espressa dal Consiglio regionale campano apre di fatto un fronte di trattativa complesso con il Viminale. Resta da capire se la ferma opposizione della regione costringerà il Ministero dell'Interno a fare un passo indietro sulla scelta della località "La Piana".