Il Consiglio Regionale della Campania ha approvato all'unanimità due mozioni presentate dal centrodestra che riaccendono i riflettori sulla drammatica crisi ambientale e sanitaria che affligge la regione. Al centro del dibattito due emergenze croniche: la contaminazione da sostanze cancerogene delle risorse idriche e la ripresa sistematica dei roghi tossici nell'area nord di Napoli. La spinta dell'opposizione ha trovato una convergenza in aula dopo la presentazione dei documenti firmati dal capo dell'opposizione Gennaro Sangiuliano e dai capigruppo Pelliccia (Forza Italia), Grimaldi (Lega) e Odierna (Fratelli d'Italia).
Allarme Acque: Lo Studio della Federico II e i Composti Clorurati
Il primo fronte riguarda la sicurezza delle falde acquifere regionali. Le mozioni approvate richiamano i risultati di recenti studi e rilevazioni scientifiche condotti dall'Università degli Studi di Napoli Federico II. Secondo i dati emersi dall'ambito accademico, in diversi siti del territorio campano è stata accertata la presenza di composti organici clorurati in percentuali superiori ai limiti di legge. Nello specifico, le analisi hanno evidenziato il superamento delle Concentrazioni Soglia di Contaminazione (CSC) stabilite dalla normativa vigente in materia di bonifica dei siti contaminati per due sostanze ad alta tossicità:
Tricloroetilene (TCE): Classificato dalle agenzie internazionali di riferimento come sostanza certamente cancerogena per l'uomo.
Tetracloroetilene (PCE): Classificato come possibile cancerogeno per l'uomo.
"I riscontri scientifici impongono l'applicazione immediata del principio di precauzione a tutela della salute pubblica", denunciano in una nota congiunta i vertici del centrodestra. La mozione impegna la Giunta regionale a un monitoraggio straordinario e capillare delle acque per individuare le sorgenti di inquinamento e mappare il rischio sanitario.
L'Emergenza Roghi Tossici nell'Area Nord: Il Caso Giugliano
Il secondo pilastro del provvedimento affronta la gestione dell'ordine pubblico e del contrasto ai crimini ambientali nella cosiddetta "Terra dei Fuochi". Le opposizioni segnalano una vera e propria escalation di incendi dolosi nelle ultime settimane, con una concentrazione critica nel perimetro del Comune di Giugliano in Campania. Sotto la lente d'ingrandimento della cronaca e delle forze dell'ordine c'è, in particolare, l'area adiacente al campo rom di via Carrafiello. La zona è descritta nel testo della mozione come un teatro costante di smaltimento illecito e roghi di materiali plastici e rifiuti industriali tossici. I fumi densi liberati da queste combustioni continuano a flagellare la qualità dell'aria, esponendo la popolazione residente a miscele gassose altamente pericolose.
Un Piano Speciale di Intervento
"Il centrodestra si è presentato unito su due questioni qualificanti che investono drammaticamente la quotidianità dei cittadini", hanno dichiarato Sangiuliano, Pelliccia, Grimaldi e Odierna. "Ora chiediamo un'attenzione fattiva e non più rinvii burocratici". Con l'approvazione delle due mozioni, l'amministrazione regionale sarà chiamata a relazionare sulle attività di bonifica dei siti inquinati e a coordinarsi con le Prefetture per intensificare i controlli di sicurezza nelle aree sensibili dell'hinterland napoletano, nel tentativo di arginare la filiera illegale dello smaltimento dei rifiuti.