Napoli

 

C’è un nome e un profilo ben preciso dietro i primi riscontri investigativi sul pomeriggio di terrore che ha sconvolto piazza Montesanto. Si tratta di Giovanni Calvanese, 38 anni, bloccato dagli agenti della Polizia di Stato in un appartamento a pochissimi metri dall’ospedale Pellegrini, nei Quartieri Spagnoli. Durante la perquisizione lampo effettuata a notte fonda, gli uomini della Squadra Mobile hanno rinvenuto nella sua camera da letto una pistola calibro 9 con matricola abrasa, già caricata con dodici cartucce. Un’arma clandestina "pronta all’uso" che ora si trova sotto i riflettori della Scientifica: il forte sospetto degli inquirenti è che il revolver sia stato utilizzato proprio durante la furiosa lite scoppiata poche ore prima dinanzi allo scalo della Cumana.

Mentre si attendonogli esiti formali degli accertamenti balistici e i riscontri definitivi sui filmati social e di videosorveglianza della zona, la corsa contro il tempo degli inquirenti si concentra sull'ampio raggio delle complicità. All'appello della giustizia mancano infatti ancora due sospettati chiave: l'uomo con il cappuccio immortalato nei video mentre si aggirava brandendo il micidiale fucile d'assalto Kalashnikov AK-47 e il secondo soggetto ripreso mentre preleva un'arma da un'auto nera.

Il profilo di Giovanni Calvanese: il finto corriere dell'alta moda

Scavando nel passato di Calvanese, emerge il ritratto di un soggetto addentro alle dinamiche criminali della zona, sebbene i primi riscontri non lo descrivano formalmente come un affiliato organico ai clan di camorra radicati nel centro storico. Il suo nome era balzato prepotentemente alla ribalta delle cronache giudiziarie nel marzo del 2023, nell'ambito di un'operazione condotta dai Carabinieri che aveva smantellato una sofisticata rete dedita a colpi milionari. In quell'occasione, Calvanese era stato arrestato insieme a un complice per due furti mirati che avevano fruttato un bottino superiore ai 100mila euro. La tecnica utilizzata era da veri professionisti del crimine trasversale: i malviventi, travestendosi da corrieri espressi con divise contraffatte, erano riusciti a ingannare il personale e a penetrare nei depositi di due importanti aziende di logistica, fornitrici ufficiali di celebri marchi internazionali di alta moda. Da lì avevano asportato decine di colli contenenti capi d'abbigliamento e accessori esclusivi già pronti per la commercializzazione sul mercato parallelo.

Nonostante il curriculum legato a reati contro il patrimonio, l'arsenale rinvenuto nell'abitazione del Pellegrini e la vicinanza logistica al luogo del raid spingono gli inquirenti a verificare le connessioni tra l'arrestato e la violenta escalation in atto. Non è ancora chiaro se la sparatoria di ieri, preceduta da una rissa che ha coinvolto anche un gruppo di donne, si colloca nella sanguinosa frizione tra le paranze emergenti dei Quartieri Spagnoli e il gruppo del Pallonetto di Santa Lucia per il controllo monopolistico delle piazze di spaccio.