I militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Napoli hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo nei confronti di una società attiva nel settore alberghiero con sede nel comune di Lacco Ameno, sull'isola d'Ischia, e della sua amministratrice di fatto, anche socia di maggioranza dell'impresa. Il provvedimento, emesso dal Giudice per le Indagini Preliminari presso il Tribunale di Napoli, riguarda la contestazione del reato di infedeltà patrimoniale, per un importo di 96.673,20 euro, corrispondente alla quota di capitale sociale detenuta dalla donna.
Le indagini
L'attività investigativa è stata diretta dalla Sezione Criminalità Economica della Procura della Repubblica di Napoli e condotta operativamente dai finanzieri della Compagnia di Ischia. Gli accertamenti hanno permesso di individuare elementi ritenuti sufficienti a dimostrare che l'amministratrice avrebbe compiuto una serie di atti di disposizione dei beni sociali, causando alla società un danno patrimoniale complessivo stimato in oltre 300mila euro.
Gli episodi contestati
Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la donna avrebbe posto in essere diverse condotte a danno della società che amministrava. Tra il 2020 e il 2024 avrebbe consentito alla propria figlia di occupare quattro camere d'albergo, sottraendole alla loro destinazione ricettiva e destinandole a uso privato: una scelta che avrebbe generato un danno da lucro cessante stimato in oltre 176mila euro. Avrebbe inoltre riconosciuto ai propri figli, già dipendenti della società, compensi sproporzionati rispetto a quanto formalmente indicato nelle buste paga, per un valore di circa 46mila euro.
Un'ulteriore contestazione riguarda il trasferimento di una provvista di circa 100mila euro verso una società non operativa, riconducibile di fatto ai figli dell'amministratrice. Tale credito sarebbe poi stato svalutato nel bilancio della società al 31 dicembre 2023, risultando di fatto completamente inesigibile. Infine, le indagini avrebbero accertato l'acquisto di beni estranei alle finalità sociali dell'impresa, per un importo superiore a 3mila euro.
Il sequestro preventivo
Il pubblico ministero ha avanzato richiesta di sequestro preventivo, accolta dal GIP di Napoli con un decreto per un importo pari alle quote sociali detenute dall'amministratrice e socia di maggioranza, corrispondente a 96.673,20 euro.